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domenica 24 gennaio 2010

STORIE DI COYPU (NUTRIA) - YAGUA

Riportiamo la testimonianza di una persona che ha accudito una nutria. Un grazie da tutto lo staff
del blog sulla nutria.

Vorrei semplicemente smentire Enrica da Cremona sul fatto che "sui giornali non si leggerà mai di una nutria salvata e curata", perchè a me è capitato esattamente questo!
Forse non verrà pubblicato dalla stampa, ma io 4 mesi fa ho salvato una nutria bianca, una giovane femmina, da una gabbia di cattura, e me la sono portata a casa!
Ora abita in una piccola stalla, in uno spazio chiuso di 7 mq. e uno spazio aperto di uguale superficie, con piscina a disposizione!
Non è diventata proprio domestica, però si lascia accarezzare e grattare sulle orecchiette, mi piace moltissimo (alla faccia di chi disprezza questi dolci animalini) e l'ho chiamata Yagua. A farle visita di tanto in tanto si sono un gatto e due cagnolini. E 45 cavie!!!

Cristina da Modena


FIG. 1 - Yagua (Myocastor coypus) salvata

domenica 17 gennaio 2010

LA SENSIBILITA' DI CHI HA UN CUORE E UN CERVELLO

In attesa degli aggiornamenti a cui il blog sulla nutria sta lavorando, vorrei girare questa mail trovata in Internet e reperibile dal sito dell'associazione bairo.


"da Enrica da Cremona:
Concordo con l'ultima parte della prima info. Sterminare ad oltranza le nutrie non è la soluzione migliore. Un'operazione che da noi si fa con estrema facilità e chiunque incontra una nutria può tranquillamente ammazzarla in qualsiasi modo, senza incorrere in nessun reato, anzi.....
La soluzione finale è una iniziativa mediocre, tipica della nostra specie che, quando non sa come comportarsi di fronte a qualcuno che non conosce, preferisce eliminare il problema in modo drastico e naturalmente irrisolvibile. Questi animali hanno vita dura: importati per diventare pellicce, quando la moda è tramontata sono stati lasciati a loro stessi per finire ora nel mirino di umani senza scrupoli. Hanno pure inventato la leggenda del "topone da fogna" pur di renderli antipatici, ma queste bestiole sono solo dei castorini che stanno tentando di sopravvivere in habitat che non sono a loro naturali. Nessuno pensa a cercare qualcosa di meglio che imbracciare fucili o bastoni, così le nutrie sterminate lasciano liberi i posti ad altre nutrie che continueranno a riprodursi per finire poi come le precedenti.. Sono dei roditori e non dei carnivori. Timide e impaurite, non attaccano nessuno, ma cercano sempre di nascondersi.
Dalle nostre parti non si leggerà mai sui giornali di una nutria salvata e curata......nord tanto sensibile e amante degli animali........Eppure sono creature davvero splendide. Basta saperle conoscere come meritano.....
Enrica"

Solo un paio di piccole precisazioni:
- le nutrie sono a tutti gli effetti fauna selvatica italiana in quanto naturalizzate da molti anni. Sono riuscite ad adattarsi ai nostri habitat in modo equilibrato (salvo particolari eccezioni dovute agli squilibri causati precedentemente dall'uomo);
- la quasi totalità di coloro che imbracciano un fucile si rivela palesemente ignorante in termini di ecologia e di scienze naturali. D'altronde da chi venera il piombo e il dio denaro non c'è nulla da aspettarsi!

Un grazie particolare anche da parte nostra a Enrica da Cremona.



FIG. 1 - Coypu mentre mangia dolcemente e tranquillamente lungo un corso d'acqua

venerdì 8 gennaio 2010

LA LEGGE SALVA LE NUTRIE!

Riporto una notizia pervenutami tramite la newsletter della LAC. Ciò che è scritto dimostra che la vita degli esseri viventi ha un valore inestimabile dove nemmeno gli interessi economici possono trovare scampo. E' un nuovo passo avanti che promuove le amministrazioni intelligenti e oneste verso questo fenomeno.

EMILIA-ROMAGNA - SALVE LE NUTRIE A POLESINE PARMENSE

Il TAR dell'Emilia Romagna, sezione staccata di Parma, sezione prima, a seguito di ricorso della LAC difesa dall'avvocato Massimo Rizzato, con sentenza n. 10/2010 del 15 dicembre 2009 ha annullato l'ordinanza del Comune di Polesine Parmense n. 3 del 9 gennaio 2009, con la quale il Comune stesso aveva consentito l'abbattimento delle nutrie su tutto il territorio comunale, al fine di contenerne il numero. Il Tribunale ha rilevato che il Comune di Polesine Parmense non ha in alcun modo comprovato la sussistenza di un'emergenza sotto i profili sanitario e della sicurezza pubblica, ed inoltre che la competenza in materia non è del Comune ma dell'amministrazione provinciale.


FIG . 1 - Castoro sudamericano (nutria) in un corpo idrico di campagna

lunedì 4 gennaio 2010

LETTERATURA SCIENTIFICA SUL COYPU o NUTRIA (Myocastor coypus)

Di seguito riporto alcuni principali riferimenti bibliografici che il sottoscritto ha consultato e su cui si basa il presente sito, unico in Italia per quanto concerne l’informazione scientifica su questo roditore.

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Population structure of coypus (Myocastor coypus) in their region of origin and comparison with introduced populations

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1 Departamento de Ciencias Básicas, Universidad Nacional de Luján, Rutas 5 y 7, (6700) Luján, Buenos Aires, Argentina 2 School of Biological Sciences, University of Southampton, Southampton SO16 7PX, U.K.

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Fetal growth and development of the coypu (Myocastor coypus): Prenatal growth, tooth eruption, and cranial ossification
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Thermoregulatory significance of non-evaporative heat loss from the tail of the coypu (Myocastor coypus) and the tammar-wallaby (Macropus eugenii)
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Détermination rapide du sexe chez des embryons de ragondin, Myocastor coypus, dès les premiers stades de gestationFast and reliable sex identification in early stage of gestation in myocastor coypus.
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Dental and skull anomalies in feral coypu, Myocastor coypus
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SOCIAL BEHAVIOR AND GROUP FORMATION IN THE COYPU (MYOCASTOR COYPUS) IN THE ARGENTINEAN PAMPAS

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Modeling the effects of nutria(Myocastor coypus) on wetland loss

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Long-term cost-effectiveness of coypu (Myocastor coypus) control in Piedmont (Italy)

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Biological Invasions

A mortality survey of free range nutria ( Myocastor coypus )

Pablo Martino, Juan C. Sassaroli, José Calvo, Jorge Zapata and Eduardo Gimeno

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Behaviors and nutritional importance of coprophagy in captive adult and young nutrias (Myocastor coypus)

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Journal of Comparative Physiology B: Biochemical, Systemic, and Environmental Physiology, Volume 168, Number 4 / May, 1998

Dermatophytes and other keratinophilic fungi from coypus (Myocastor coypus) and brown rats (Rattus norvegicus)

Roberto Papini, Simona Nardoni, Roberto Ricchi and Francesca Mancianti

European Journal of Wildlife Research, Volume 54, Number 3 / August, 2008

Redescription of Hippocrepis myocastoris Babero, Cabello et Kinoed, 1979 (Digenea: Notocotylidae) in the Coypu Myocastor coypus (Rodentia: Myocastoridae) from Patagonia, Argentina

Verónica R. Flores, Norma Brugni, Carlos A. Rauque

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Field Methods for Studying Nutria

JORK MEYER

Wildlife Society Bulletin 2006 34 (3), 850-852

SOCIAL BEHAVIOR AND GROUP FORMATION IN THE COYPU (MYOCASTOR COYPUS) IN THE ARGENTINEAN PAMPAS

M. Laura Guichón, Mariela Borgnia, Carina Fernández Righi, Guillermo H. Cassini, Marcelo H. Cassini

Journal of Mammalogy 2003 84 (1), 254-262

Presence of Fasciola hepatica in Feral Nutria (Myocastor coypus) Living in a Public Park in Brazil

Maysa M. A. N. El-Kouba, Sandra M. T. Marques, Célso Pilati, Waldir Hamann

Journal of Zoo and Wildlife Medicine 2009 40 (1), 103-106

Effectiveness of coypu control in small Italian wetland areas

Sandro Bertolino, Aurelio Perrone, Laura Gola

Wildlife Society Bulletin 2005 33 (2), 714-720

Testing Tail-mounted Transmitters with Myocastor coypus (Nutria)

Sergio Merino, Jacoby Carter, Garrett Thibodeaux

Southeastern Naturalist 2007 6 (1), 159-164

Nutria Survivorship, Movement Patterns, and Home Ranges

Lauren E. Nolfo-Clements

Southeastern Naturalist 2009 8 (3), 399-410

Population control of coypu Myocastor coypus in Italy compared to eradication in UK: a cost-benefit analysis

Manuela Panzacchi, Roberto Cocchi, Piero Genovesi, Sandro Bertolino

Wildlife Biology 2007 13 (2), 159-171

Giardia in Beaver (Castor canadensis) and Nutria (Myocastor coypus) From East Texas

Brett G. Dunlap, Monte L. Thies

Journal of Parasitology 2002 88 (6), 1254-1258

A Novel Method for Capturing and Implanting Radiotransmitters in Nutria

LAUREN E. NOLFO, ELIZABETH E. HAMMOND

Wildlife Society Bulletin 2006 34 (1), 104-110

Evaluation of Attractants to Improve Trapping Success of Nutria on Louisiana Coastal Marsh

Susan M. Jojola, Gary W. Witmer, PATRICK W. BURKE

Journal of Wildlife Management 2009 73 (8), 1414-1419

A Reexamination of Age-Related Variation in Body Weight and Morphometry of Maryland Nutria

MARK H. SHERFY, THEODORE A. MOLLETT, KARRIE R. McGOWAN, SHERRY L. DAUGHERTY

Journal of Wildlife Management 2006 70 (4), 1132-1141

Impact du Ragondin sur les levées de la Loire = The impact of the Coypu on the dykes of the loire GUILLOU Y. ; MANIFACIER G.

Phytoma, la défense des végétaux ISSN 1164-6993

1998, no508, pp. 8-12

Evaluation of Attractants to Improve Trapping Success of Nutria on Louisiana Coastal Marsh

Susan M. Jojola, Gary W. Witmer1, and PATRICK W. BURKE

United States Department of Agriculture, Animal and Plant Health Inspection Service, Wildlife Services, National Wildlife Research Center, 4101 LaPorte Avenue, Fort Collins, CO

Nutria Survivorship, Movement Patterns, and Home Ranges

Lauren E. Nolfo-Clements

Life History Studies of Nutria, or Coypu, in Coastal Louisiana

Earl L. Atwood

The Journal of Wildlife Management, Vol. 14, No. 3 (Jul., 1950), pp. 249-265

giovedì 10 dicembre 2009

VANTAGGI E BENEFICI DELLA NUTRIA (Coypu - Myocastor coypus)

Il Coypu o Nutria (Myocastor coypus) è un roditore vegetariano che è stato importato dal Sud America per farne pellicce...ma non solo!

Come spiegherò in un prossimo articolo più approfondito, nel suo Paese di origine la Nutria viene usata sia come pelliccia che come alimento oltre che, in modo particolare, come animale da compagnia. Proprio in questo ultimo caso la Nutria appare tra i roditori più intelligenti e affettuosi in grado di rapportarsi bene con l'uomo; se le si dona amore sanno ricambiare con tanta tenerezza e affetto il sentimento dimostrato.
In Sud America ma anche in Europa la caccia alla Nutria è vietata perchè il Coypu è un animale che svolge un ruolo molto importante negli ecosistemi in cui vive e pertanto è fondamentale preservarne le caratteristiche di variabilità genetica.
La Nutria viene quindi impiegata anche nella gestione e nella bonifica di paludi e acquitrini perchè grazie alla loro alimentazione vegetariana sono in grado di tenere sotto controllo le popolazioni di piante acquatiche e permettere agli stagni, paludi, fontanili e altri corpi idrici di sopravvivere e di favorire così la vita dei pesci, dei gasteropodi e delle altre piante acquatiche.
La stessa funzione viene svolta per liberare appezzamenti di terreno e strade dalle erbe infestanti. La loro opera di scavo per cercare le radici inoltre (come fanno i lagomorfi) è utile per areare il terreno e permettere la colonizzazione di altri vegetali. Quest'ultima funzione viene anche favorita dalle feci di questi animali perchè in quanto vegetariani, i semi presenti in esse e le parti di piante lasciate cadere dalla Nutria mentre mangia, hanno modo di colonizzare nuovi ambienti e di espandersi.
Siccome le Nutrie occupano nicchie ecologiche prossime ad altri roditori - in primis topi e ratti - la loro presenza in un determinato ambiente, oltre ad essere indice di un buono stato, consente di tenere sotto controllo il numero di questi altri piccoli roditori e quindi svolgono un ruolo nel mantenimento di un equilibrio igienico-sanitario stabile (salvo eccezioni).
Un'altra importante funzione da non sottovalutare è l'ottimo equilibrio che si crea molto spesso tra Nutrie e fauna locale (avifauna soprattutto), in particolare per quanto concerne la distribuzione e la gestione delle risorse trofiche. In ambienti come parchi urbani, oasi naturali e simili, la presenza di Nutrie rende più vivo e magico l'ambiente e le persone - soprattutto i bambini - rimangono sempre affascinati da questi splendidi e innocui roditori.


FIG. 1 - Coypu o Nutria che vive in completa e perfetta armonia con la fauna locale

Ad esempio in luoghi come fontanili e parchi, dove la gente spesso esagera nel buttare il cibo agli animali, le Nutrie svolgono un ruolo di "spazzini" molto utile perchè un surplus di pane e altri alimenti creano squilibri faunistici e ambientali spesso disastrosi mentre i Coypu sono animali che si autoregolano. Naturalmente per gestire meglio il tutto occorre il solito buon senso delle persone che spesso è molto raro da trovare.
Da alcuni anni quindi (salvo casi particolari) la Nutria o Castorino è a tutti gli effetti fauna selvatica italiana proprio perchè vi sono prove e dimostrazioni che la nicchia occupata dalla Nutria è perfettamente integrata nei nostri ecosistemi.

lunedì 30 novembre 2009

RAZZE E COLORI DELLE NUTRIE

Non tutti sanno che il vero nome della nutria è Coypu (Myocastor coypus) o Castorino e non tutti si ricordano che proprio la famosa pelliccia di "castorino" è stata fatta allevando le nutrie. Fintanto che il business andava a gonfie vele si è utilizzato il nome di castorino, una volta fallito invece il nome si è magicamente tramutato in nutria. Sostantivo che come spiegato in precedenza significa Lontra (Lutra lutra) ma è usato anche per indicare il sottopelo dell'animale. In attesa di ulteriori e interessanti approfondimenti su questo aspetto della nutria, vorrei rendere partecipe il pubblico sul fatto che esistono ben 200 varietà circa di colore di nutrie che sono state selezionate apposta per farne pelliccie. Qui di seguito ne elenco solo alcune che possono essere osservate anche nel nostro Paese.

1) oro-marrone


2) bruno


3) nero


4) ambra-oro


5) bianco albino


6) mosaico


7) bluastro


8) pastello


9) acciaio-oro


10) groenlandia chiaro


11) groenlandia scuro


12) perla


I tipi 1 - 2 - 5 - 10 sono tra le razze più facilmente osservabili in natura dalle nostre parti mentre il tipo 1 è il vero colore del Coypu importato dal Sudamerica.

Ringrazio per le foto il sito http://nutrie.eu

domenica 22 novembre 2009

CONVEGNI, SEMINARI E CONFERENZE SULLA NUTRIA

La nuova Associazione MIFA è lieta di annunciare la disponibilità, da parte del biologo esperto di Nutrie Samuele Venturini, di tenere corsi, convegni, conferenze e seminari per divulgare le vere informazioni scientifiche relative a questo roditore e proporre progetti e metodi ecologichi funzionanti per una corretta ed efficace gestione faunistica di questi meravigliosi animali.
Proprio il giorno 14 novembre 2009 in occasione della manifestazione intitolata “incontro con gli animali esotici e la fauna selvatica” (organizzato con il patrocinio del Comune di Buccinasco e con la collaborazione delle Associazioni Banca del Tempo e dei Saperi, Tom & Jerry, MIFA) nel Comune di Buccinasco è stata tenuta la prima conferenza di questo tipo ed è stata un successo. La popolazione è intervenuta con domande molto attente e mirate e l’esito è stato veramente positivo.
Il sottoscritto si propone di collaborare con le varie Amministrazioni Comunali italiane e le Associazioni che fossero interessate ad approfondire questa tematica.
Per informazioni, appuntamenti e dettagli si prega di rivolgersi alla mail presente nel menù “contatti”.

domenica 15 novembre 2009

IMPORTANTE AGGIORNAMENTO IUCN: LA NUTRIA NON E' PIU' CONSIDERATA "PEST"

Recentemente è stata aggiornata la red list dello IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Per quanto riguarda la specie "Myocastor coypus" (Nutria), che attualmente è considerata a rischio minimo di estinzione (LC - Least Concern), si può leggere un'importante notizia: la popolazione di Coypu è in decremento demografico e non è più considerata specie invasiva in Europa bensì solo in America, nei pressi cioè del suo areale di origine.
Va precisato che la diminuzione della popolazione NON è dovuta agli interventi di eradicazione (che anzi ne hanno aumentato in modo spropositato il numero di esemplari, assieme all'attività venatoria e alle introduzioni illegali prepetrate proprio da alcuni cacciatori) bensì al raggiungimento di un equilibrio naturale raggiunto a seconda della capacità portante dell'ambiente.
Salvo casi particolari la Nutria da alcuni anni è infatti fauna naturalizzata e vive in armonia con la natura e la fauna locale.

FIG. 1 - aggiornamento IUCN 2009 sullo status della nutria nel mondo

sabato 17 ottobre 2009

E' DIMOSTRATO: LA NUTRIA NON ARRECA DANNI ALL'AGRICOLTURA

Studi, testimonianze e osservazioni sul campo condotte in un Comune del Parco Agricolo Sud Milano (Sud-Ovest Milanese) hanno dimostrato la non fondatezza e l'inattendibilità delle false accuse mosse dagli organi di stampa ufficiali, da alcuni Consorzi, agricoltori e cacciatori secondo cui le nutrie (Coypu o castorini) causerebbero danni all'attività agricola. Questo e' FALSO e i dati lo dimostrano. Ma andiamo per gradi.
Come scrissi qualche articolo addietro le principali accuse imputate a questi roditori possono essere raggruppate nelle seguenti classi:
1) danni alle colture
2) danni agli argini
Analizziamo ora i dati che scagionano la nutria da queste infamanti e pretestuose accuse.


FIG. 1 - campi coltivati con argini per irrigazione. In questi posti è forte la presenza di nutrie

1) LE NUTRIE E L'AGRICOLTURA
In alcuni Comuni del Parco Agricolo Sud Milano (e non solo) sono state eseguite osservazioni sul campo per constatare gli effetti della presenza delle nutrie sulle principali pratiche agricole.
Anche se lo studio è iniziato da alcuni anni, dedicherò la mia attenzione agli utlimi 2 anni sia perchè sono i più recenti sia perchè secondo le solite fonti disinformative il fenomeno nutrie è in continuo aumento, ma questo ultimo punto lo spiegheremo più tardi.
Mais, frumento, grano, riso, marcite, foraggi, soia sono solo alcune delle colture poste sotto esame da questo studio, eseguito appunto su Comuni con una forte presenza di nutrie fin dagli anni passati (almeno 10 - 15 anni fa). Ogni anno le aziende agricole procedono con la semina, la concimazione, l'irrigazione, le pratiche per il mantenimento fino ad arrivare al raccolto. Ebbene, ad ogni termine di questo ciclo agricolo si assiste ad un raccolto che è prossimo almeno al 98% circa di quanto seminato.
In agricoltura è impossibile avere il 100% del raccolto in termini numerici ed è anche errato fissarsi su questa mentalità. Se l'immaginario collettivo pensa che da un seme seminato corrisponde una piantina è in errore. Non si tratta mai di rapporto 1:1 perchè, prendendo ad esempio il mais, da 1 seme di ricava una pannocchia con (per semplicità ma sono molti di più) 50 semi! Un rapporto di 1:50. Il raccolto sarà quindi sempre in positivo, salvo naturalmente incidenti o catastrofi naturali.
Durante la semina, fin dai tempi più antichi, gli uomini e in particolare i contadini (quelli veri che amano la Natura, oggi ormai sempre più rari perchè accecati dal denaro) hanno sempre convissuto con gli uccelli che si cibavano delle sementi ma nonostante questo - che si ripete tutt'oggi - i raccolti sono sempre disponibili.
Anche quest'anno appunto su estesi campi coltivati, il raccolto è stato abbondante e le eventuali perdite rientrano nel normale bilancio. Queste perdite sono causate sia dalla tecnica adottata (fattori interni) che da fattori esterni. Per i primi cito solo un fatto esemplare: durante la semina, quasi tutte le piantine presenti ai bordi esterni del campo hanno difficoltà a crescere e a produrre il raccolto perchè sono molto esposte alle intemperie, ad una cattiva esposizione, all'inquinamento delle auto che passano vicino etc. Questo gli agricoltori lo sanno e lo prendono sempre in considerazione e rientra in quel 2% di "perdite" che è indicato sopra.


FIG. 2 - Le piante ai confini dei campi non sono da considerare ai fini produttivi

In quel 2% circa di "perdite" sono incluse le attività degli animali, inevitabili per ovvi motivi:
- l'uomo ha disturbato l'ambiente in cui essi vivono
- le colture sono mangiate anche dagli animali che a loro volta (tutti) aiutano l'ecosistema a non collassare.
Esattamente: la fauna selvatica (sia essa autoctona che alloctona) è di fondamentale importanza perchè grazie ad essa gli sconvolgimenti umani dettati appunto dall'attività antropica, possono essere compensati e ridimensionati. Ricordo che l'agricoltura intensiva e gli allevamenti sono la causa principale dei dissesti idrogeologici e dell'inquinamento idrico e atmosferico. Ciò non viene detto solo perchè potrebbe destabilizzare il sistema in cui oggi viviamo ma la realtà è proprio questa e in Rete si trovano studi mirati che dimostrano ciò.
Nel caso particolare, le nutrie se non hanno a disposizione della vegetazione spontanea (erba, prati incolti, etc.) possono in casi di necessità cibarsi delle piante coltivate presenti vicino all'acqua, raramente di addentrano. Questo però non vale solo per le nutrie ma per tutti quegli animali che vivono in campagna, dagli uccelli ai mustelidi, dagli insetti ai conigli. Anche l'uomo fa la sua parte difatti sono stati ripresi furti di pannocchie di mais da alcune persone.
Concludendo, anche secondo uno studio della Regione Lombardia non esiste nessuna correlazione tra i castorini e le spesso gonfiate perdite agricole. Gli unici effetti che gli animali possono causare all'agricoltura consistono in un'effettiva alimentazione delle suddetto colture ma questo avviene solo in particolarissime circostanze. Un caso su tutti e che riguarda le nutrie è la presenza in passato (ma non è detto che sia anche attuale) di allevamenti di castorini e le pratiche insensate di abbattimenti con gabbie e armi da fuoco. Oltretutto l'immissione di fauna per fini venatori crea davvero perdite ai raccolti e squilibri ambientali. La responsabilità quindi, ad essere onesti con la propria coscienza, è sempre dell'uomo e dei suoi interessi meramente economici.



FIG. 3 - Raccolto abbondante e senza perdite

2) LE NUTRIE E GLI ARGINI
Le nutrie scavano tane anche negli argini, questo è risaputo e l'ho sempre spiegato. Ma nessuna nutria ha mai causato i disastri che crea l'uomo. A parte questa piccola parentesi doverosa, le tane delle nutrie possono essere anche ricavate tra la vegetazione del sottobosco e a seconda dell'argine le tane variano di lunghezza. In alcuni casi non si parla di "cunicoli" ma di conche perchè alla nutria basta solo uno spazio di terra per ricavarsi un posto dove ripararsi e vivere pacificamente. Durante le osservazioni di questi anni si sono notate dei piccoli cedimenti di argine che hanno provocato la fuoriuscita di acqua da un campo di riso alla roggia sottostante MA nonostante questo il "danno" è stato comunque molto relativo perchè la produzione e il raccolto sono stati ottimi. Spesso inoltre per riparare questi inconvenienti è sufficiente coprire con della terra il buco ma tale operazione avrà solo una durata limitata. Le fuoriuscite di acqua però avvengono prevalentemente dove gli argini sono "nudi", privi cioè di vegetazione. E' risaputo infatti che le radici delle piante svolgono una funzione di consolidamento degli argini e infatti la piantumazione di questi ultimi è una tecnica a favore della stabilità delle opere idriche. Dove vi è vegetazione e vi sono le nutrie e le loro tane, gli argini sono solidi e non si sono mai avute perdite di alcun tipo.
Tra l'altro non sono solo le nutrie a scavare tane negli argini, anche molti altri roditori lo fanno così come mustelidi, lagomorfi, rettili, invertebrati, altri mammiferi etc. Da testimonianze sia dirette che indirette, l'instabilità degli argini è causata proprio dai mezzi agricoli sia perchè la terra crolla sotto il loro peso sia perchè le pratiche agricole prevedono l'uso a volte massiccio di diserbanti. Questi percolano poi nel terreno e con le piogge stagionali, avendo i nostri suoli delle caratteristiche idrogeologiche precarie, gli smottamenti sono all'ordine del giorno. Oltretutto i cacciatori nella stagione venatoria camminano sugli argini facendoli anche crollare. E' facile poi dare la colpa agli animali!
Esistono molti modi per prevenire questi "danni" e come scriverò in un articolo più avanti, tali opere si basano sull'impiego di ingegneria ambientale e metodi ecologici.


FIG. 4 - Argini nel Sud-Ovest Milanese con presenza di nutrie (e altri animali). Attenzione, non vanno confuse le tane degli animali con gli anfratti naturali creati dall'erosione (naturale) dell'acqua.

Come si può notare le Nutrie sono INNOCENTI e non arrecano alcun danno all'agricoltura, anzi degi studi in corso stanno proprio rivalutando questa considerazione sotto aspetti positivi.
Questo studio procederà e sarà soggetto ad aggiornamenti in bae alle nuove scoperte e risultati raggiunti.


FIG. 5 - Coypu (Castorino o nutria) che mangia pacificamente l'erba spontanea che cresce sulle sponde di una roggia.

domenica 4 ottobre 2009

SULL'ALIMENTAZIONE E SULLA CONVIVENZA CON L'AVIFAUNA DELLA NUTRIA

Ultimamente mi è capitato di sentire persone che credono che il Coypu (Nutria) sia onnivoro e mangi anche pesce, uccelli e addirittura gatti!! Niete di più FALSO ovviamente e naturalmente.
Ma andiamo con ordine: la nutria è un roditore prettamente vegetariano, si ciba quindi solo ed esclusivamente di vegetali, ortaggi, frutta, verdura e farinacei. Tutto al più potrebbe occasionalmente cibarsi dei molluschi per il semplice fatto che questi invertebrati sono costituiti come una noce: il guscio con all'interno il "seme" (l'animale in questo caso). L'azione corrisponde esattamente all'apertura di un guscio in entrambi i casi. C'è da dire inoltre che spesso le nutrie mangiano molluschi alloctoni (portati dall'uomo) ma questo è in fase di studio.
Un'altra osservazione che invece ho documentato recentemente è stata che la nutria si ciba anche della Robinia pseudoacacia, una pianta alloctona importata dall'uomo anni fa e ora diffusa in tantissime zone.
Per quanto riguarda l'alimentazione, è comprovato che l'anatomia e la fisiologia degli organi interni digestivi e dell'apparato boccale sono a tutti gli effetti quelli di un CASTORO e soprattutto di un erbivoro.


FIG. 1 - Coypu (nutria) che mangia vicino alla sua roggia un vegetale

Certo, se una persona mette vicino ad una nutria una carcassa di un animale, è ovvio che provi ad assaggiarla ma questo dimostra ancor di più due cose:
1) la nutria è vegetariana perchè non è un predatore in quanto non va a caccia ad uccidere animali;
2) in natura la Nutria è prettamente vegetariana ma l'uomo interviene creando squilibri, immettendo cioè alimenti che non sono pertinenti con l'alimentazione vera di questi castori sudamericani, oltretutto se non fosse vegetariana non mangerebbero le colture agricole! E qui i disinformatori si sono tirati la zappa sui piedi!
Mi è stato detto anche che la nutria ha ucciso dei gatti e che attacca le gallinelle d'acqua. Anche qui risulta essere TUTTO FALSO, sia perchè chi dice queste cose non ha le prove ma parla solo per sentito dire, sia perchè è scientificamente provato che ciò non avviene! Difatti i roditori come le nutrie e i castorini non hanno lo scheletro adatto e le articolazioni giuste per mordere altri animali, inoltre quasi sempre la moria di altri animali è da imputarsi all'uomo e vi illustro un tipico esempio sconcertante.

FIG. 2 - Scheletro di Castor fiber (Castoro), del tutto simile a quello del Coypu, entrambi erbivori. Si noti come le vertebre del collo e la conformazione delle ossa delle zampe e della schiena sia quella tipica di un erbivoro.

FIG. 3 - Scheletro di un Leone (un predatore carnivoro). Da notare le vertebre e le articolazioni del collo, delle spalle e delle zampe sia anteriori che posteriori.

Alcuni giorni fa ho sentito una voce dire che le nutrie avevano attaccato delle gallinelle d'acqua quando, dopo alcune indagini, ho scoperto dal proprietario di un laghetto in cui vivono questi animali, che non sono state le nutrie bensì dei ragazzi che si "divertono" a tirare i sassi agli uccelli (gallinelle d'acqua in questo caso) e che per ripararsi salivano sugli alberi. Questo dimostra il vandalismo e la pericolosità dell'essere umano che addirittura vuole incolpare ingiustamente un animale così pacifico e affettuoso come il Coypu.


FIG. 4 - Nutrie insieme alle gallinelle d'acqua (giovani e adulti), ennesima prova e dimostrazione che le nutrie non arrecano nessun danno all'avifauna locale. Come si può notare sono intente a cercare cibo sul prato e tra le loro prelibatezze vi sono l'erba e il pane che le persone lasciano a loro.

venerdì 18 settembre 2009

SULLA PREDAZIONE DELLE UOVA DA PARTE DELLE NUTRIE

In questo blog, prettamente scientifico, non vengono prese in considerazione tutte le disinformazioni che circolano sui media e su altri siti che non conoscono la biologia. C'è da dire che "grazie" a loro ho molto materiale per la consueta rubrica "la verità sulla nutria".

Oggi però vorrei parlare di un fenomeno che alcuni articoli scientifici hanno riportato ma che non è mai stato fino ad ora documentato con foto e video. Si tratta della predazione di uovadi uccelli acquatici da parte delle nutrie.


FIG. 1 - Coypu (nutrie) che vivono in armonia con tutta l'avifauna

Secondo alcuni studi, i coypu causerebbero un disturbo dell'avifauna perchè si cibano delle loro uova e perchè, camminando, ne distruggono i nidi e di conseguenza le covate.
In certi contesti questo potrebbe effettivamente accadere ma si tratta solo di casi particolari per cui totalmente estranei alla normalità e quindi non statisticamente significativi.
Per un corretto esame sulla questione, occorre porsi una domanda: "la predazione di uova da parte delle nutrie cosa provoca?".
Innanzitutto, parlo sempre in via generale, tale fenomeno è solo marginale e non va ad intaccare minimamente l'equilibrio dell'avifauna, salvo nei luoghi dove alcune specie di uccelli acquatici siano già in pericolo di estinzione ma come al solito ciò sarebbe una condizione causata esclusivamente dall'uomo.
Le nutrie vivono in ambienti "paludosi" che alle nostre latitudini significano stagni, fontanili, cave, rogge, corsi d'acqua e zone umide. In questi particolari habitat vivono diversi animali come mammiferi, rettili, anfibi, uccelli, artropodi, pesci, etc. Qui spesso nidificano vari uccelli acquatici come gallinelle d'acqua, folaghe, germani reali, oche, svassi maggiori, cormorani, etc.
Questi uccelli si cibano di vegetali e piante acquatiche ma anche di animali come molluschi e piccoli pesci. Come in tutte le situazioni, un'eccessiva presenza di avifauna può arrecare "danni" e squilibri all'ambiente dove vivono, depauperando suolo e acqua di alcuni elementi fondamentali.
La Natura, che è perfetta e si autoregola, per evitare ciò interviene con meccanismi di predazione appunto. Ma quali sono i predatori dell'avifauna?
Allo stato adulto sono principalmente mammiferi (carnivori e onnivori) mentre le uova e i nidiacei sono predati da rapaci, corvidi, ghiri,, marmotte, rettili, mustelidi, etc. Anche ratti e topi predano le uova mentre solo marginalmente sono citate anche le nutrie ma per ovvi motivi naturali: condividono tutti lo stesso spazio e contribuiscono all'equilibrio dell'intero ecosistema. Se non ci fosse la predazione (entro i limiti naturali ovviamente) delle uova e dei nidiacei, la biodiversità calerebbe a picco.
Oltretutto da testimonianze raccolte, dove ci sono le nutrie il numero di topi diminuisce e di conseguenza diminuisce anche il pericolo di potenziali trasmissioni di patologie. Ciò rende alcuni tipi di ambienti più sani.
Da precisare infine che "calpestare" le uova e cibarsi delle stesse avviene per la nutria in modo passivo. In parole semplici non è la nutria che va a cercare le uova ma vivendo insieme e in armonia con l'avifauna se le trova appresso, contribuendo così, come gli altri animali, al mantenimento dell'equilibrio e alla propagazione naturale delle diverse specie.
Questa è la reale entità del fenomeno in questione, spesso gonfiato solo per creare finti allarmismi e dare la possibilità ai soliti noti di compiere inutili crociate e mattanze contro creature viventi innocenti e non mi riferisco solo alle nutrie ma anche a tutti gli altri animali.

sabato 12 settembre 2009

A TU PER TU CON LA NUTRIA

Per tutti coloro che sono interessati a "toccare con mano" e a verificare tutte le informazioni che sono qui presenti nei riguardi delle nutrie, possono contattarmi per fissare un appuntamento con il famoso castorino (Coypu) Willy.
Basta mandare una mail all'indirizzo del blog con:
- nome, cognome
- città
- numero di telefono


FIG. 1 - Willy (Coypu) che si lava in bagno

Si sceglierà così il modo per mostrare Willy (via web-cam o dal vivo) o per parlare direttamente con il suo biologo.
(naturalmente i trasgressori e i perditempo saranno puniti a norma di legge)

domenica 26 luglio 2009

IL BLOG SULLA NUTRIA AL LAVORO

Il Blog sulla Nutria è attualmente impegnato in una ricerca sul campo relativa allo studio di questo meraviglioso roditore, insieme con altri Enti ed Istituzioni.
A causa di questo impegno il blog non sarà aggiornato regolarmente ma sarà sempre attivo e pronto in prima linea alla divulgazione delle vere informazioni sul castorino e alla sua tutela.

Lo staff del blog sulla Nutria

venerdì 3 luglio 2009

DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE DELLA NUTRIA (Coypu - Myocastor coypus) IN EUROPA

Il Coypu (Nutria) è un roditore nativo della Patagonia e il suo areale comprende la parte settentrionale dell'Argentina, della Bolivia, Paraguay, Uruguay, Brasile meridionale e Cile.

I principali motivi di introduzione della Nutria in altri Paesi (al di fuori del Sud America) sono da ricercarsi in:
- rilasci intenzionali: la stragrande maggioranza delle popolazioni presenti al di fuori dell'areale di origine sono dovute alle liberazioni intenzionali dei piccoli allevatori di aziende per la produzione della pelliccia di castorino;
- fughe accidentali: corrispondono ad una piccola percentuale ma sono dovute a scarse misure di sicurezza degli stessi allevamenti di castorino.
Spesso, le popolazioni naturalizzate di nutria derivano proprio da nuclei rilasciati intenzionalmente dagli allevatori. In Spagna ad esempio le Nutrie sono entrate dalla Francia.
Le popolazioni naturalizzate di Myocastor coypus conosciuto fino ad ora si trovano in Nord America, Europa, Asia centrale e settentrionale, Giappone, Africa orientale e Medio Oriente.
Nell'Inghilterra orientale la specie è stata eradicata dopo 11 anni per i seguenti motivi:
- nuclei isolati,
- successione di inverni particolarmente rigidi,
- campagne di controllo numerico immediate.
Nonostante ci siano diversi programma di contenimento relativi a questo animale soprattutto in America ed Europa, i range di distribuzione e la densità di popolazione stanno aumentando in diversi Paesi.

Paese Stato

Albania: Aliena/Naturalizzata
Austria: Aliena/Naturalizzata
Bielorussia: Aliena/Non Naturalizzata
Belgio: Aliena/Naturalizzata
Bulgaria: Aliena/Naturalizzata
Croazia: Aliena/Naturalizzata
Repubblica Ceca: Aliena/Non Naturalizzata
Danimarca: Aliena/Non Naturalizzata
Russia europea: Aliena/Naturalizzata
Finlandia: Aliena/Estinta
Francia: Aliena/Naturalizzata
Germania: Aliena/Naturalizzata
Gran Bretagna: Aliena/Estinta
Grecia: Aliena/Naturalizzata
Irlanda: Aliena/Estinta
Israele: Aliena/Naturalizzata
Italia: Aliena/Naturalizzata
Lituania: Aliena/Non Naturalizzata
Lussemburg:o Aliena/Naturalizzata
Macedonia: Aliena/Naturalizzata
Olanda: Aliena/Naturalizzata
Norvegia: Aliena/Estinta
Polonia: Aliena/Non Naturalizzata
Romania: Aliena/Naturalizzata
Sardegna: Aliena/Naturalizzata
Serbia: Aliena/Naturalizzata
Sicilia: Aliena/Naturalizzata
Slovacchia: Aliena/Naturalizzata
Slovenia: Aliena/Naturalizzata
Spagna: Aliena/Naturalizzata
Svezia: Aliena/Estinta
Svizzera: Aliena/Non Naturalizzata
Ucraina: Aliena/Naturalizzata


FIG. 1 - diffusione e distribuzione della nutria (Myocastor coypus)

Austria: le Nutrie sono state allevate in Austria (Laurie, 1946). La cattura degli esemplari liberati è iniziata nel 1935 (Aliev, 1967)

Belgio: le nutrie sono state allevate in cattività dal 1930 e sono ora selvatiche (Laurie, 1946; Aliev, 1967; Litjens, 1980).

Bulgaria: Aliev (1967) non ha osservato nutrie qui. Mitchell-Jones e altri (1999) hanno segnalato la nutria lungo le frontiere con la Grecia e la Romania.

Ex Repubblica della Cecoslovacchia (Repubblica Ceca e Slovacchia): in base a Kinler e altri (1987) e Aliev (1967), le nutrie sono state allevate in cattività.

Danimarca: Stubbe (1989) ha segnalato esemplari di nutria in natura in Danimarca nel 1930 e 1940, ma non potrebbero sopravvivere a successivi inverni rigidi. Attualmente, non sono segnalati individui di nutria in Danimarca (Mitchell-Jones e altri, 1999).

Inghilterra: Il primo nucleo di nutria è stato importato in Gran Bretagna nel 1929 per la loro pelliccia dalle aziende agricole (Laurie, 1946). Una campagna di eradicazione lunga 10 anni è stata avviata nel 1981,(Gosling e Baker, 1987). Il 10 gennaio 1989 la nutria è stata dichiara estinta.

Finlandia: Aliev (1967) ha stilato una mappa in cui sono indicate le popolazioni selvatiche di nutria in Finlandia. Nei primi anni 1990 sono stati segnalati esemplari di Coypu fuggiti da allevamenti da pelliccia. Popolazioni selvatiche esistevano nel sud della Finlandia nei pressi di Turku (K. Jutila, orale comune.). Le nutrie sono considerate come un gioco per le associazioni di caccia (finlandese Hunters' Central Organizzazion, 2000). Tuttavia, Mitchell-Jones (1999) li classifica come estinte allo stato selvatico. Si ipotizza che inverni rigidi abbiano causato la morte in queste zone (K. Jutila).

Francia: La nutria è stata introdotta in Francia già nel 1882, qui sono iniziati gli allevamenti per la produzione di pellicce in modo serio dal 1925 al 1928 (Bourdelle, 1939). Alcune nutrie sono fuggite e sono divenute selvatiche (Bourdelle, 1939). Dal 1974 al 1985 sono aumentate in numero e sono stati controllati con avvelenamento tramite farmaci anti-coagulanti (Abbas, 1991).

Germania: Le Nutrie sono state introdotte per la prima volta in Germania nel 1926, e dal 1935 le piccole colonie selvatiche cominciarono ad apparire nel canale Elbe-Trave (Van Den Brink, 1968; Stubbe, 1992; Gebhardt, 1996).

Grecia: Le Nutrie sono state allevate in cattività in Grecia (Aliev, 1967). Tra il 1948 e il 1966 sono state osservate in natura in diversi di habitat, come stagni, laghi, canali, fiumi, paludi, prati e zone boschive (Ehrlich, 1967).

Ungheria: Le Nutrie sono state allevate in Ungheria (Sztojkov e altri, 1982; Kinler e altri, 1987; Salyi e altri, 1988). Tuttavia, Mitchell-Jones e altri (1999) indicano la Nutria presente in Ungheria meridionale vicino al confine.

Irlanda: Aliev (1967) ha disegnato una mappa dove ha registrato la loro presenza qui, ma non ha fornito ulteriori informazioni. Mitchell-Jones e altri (1999) non hanno riportato la presenza di castorini.

Italia: Il primo caso di importazione di Nutria in Italia risale al 1928 per uso commerciale (Cocchi e Riga, 1999). Gruppi di Nutria sono stati segnalati allo stato selvatico nel 1960 (Reggiani e altri, 1993). Nutria si sono diffuse da Italia alla Sicilia e Sardegna e sono attualmente considerati come una specie invasiva a causa dei danni che provocano al riso delle ziende agricole (Cocchi e Riga, 1999). Piero Genovesi (2003) ha calcolato che tra il 1996 e il 2000, la nutria ha causato 14 milioni di euro i danni e le perdite dovute alla nutria sono previste in aumento di 9-12 milioni di euro / anno.

Paesi Bassi: Le Nutrie sono state introdotte nei Paesi Bassi per la loro pelliccia intorno al 1930 dal settore agricolo, e dal 1940 sono stati osservati i primi nuclei selvatici (Litjens, 1980). Poiché arrecano danni agli argini e alle colture di barbabietola da zucchero, sono considerati un candidato per l'eradicazione dalle agenzie europee (Litjens, 1980). Il controllo è attuato tramite cattura (Litjens, 1984). Nonostante le perdite di popolazione di Coypu dovute alle catture e agli inverni rigidi, le nutrie persistono nel Neatherlands perché l'inquinamento aumenta la temperatura dell’ambiente circostante consentendo di sopravvivere ad alcuni inverni rigidi e l’immigrazione dal Belgio e dalla Germania ricostituisce la popolazione (Litjens, 1980).

Norvegia: l'allevamento in cattività è stata praticato anche in Norvegia (Aliev, 1967; Laurie, 1946, Van Den Brink, 1968). Tuttavia, Mitchell-Jones e altri (1999) elencano le nutrie come estinte allo stato selvatico.

Polonia: Nutrie allevate in cattività, ma anche gestite in stato semiselvatico negli stagni in Polonia (Ehrlich, 1962; Kinler e altri, 1987). Osservati in natura dal 1948 (Ehrlich, 1967).

Romania: Aliev (1967) non ha indicato gli animali come presenti in Romania. Nella recensione di Stubbe (1989) sulla nutria in Germania, ha rilevato che erano stati osservati degli animali selvatici. Sono ora al confine sud con la Bulgaria e lungo il Mar Nero (Mitchell-Jones e altri, 1999).

Spagna: Le Nutrie sono state allevate in cattività in Spagna (Aliev, 1967). Nel 1999, (Mitchell-Jones e altri) le hanno indicate come estinte allo stato selvatico in Spagna. Tuttavia, i recenti studi (Piero Genovesi, 2003) indicano che le piccole popolazioni di nutria si sono stabilite nel nord della Spagna, lungo il confine con la Francia, dove a quanto pare la migrazione continua.

Svezia: Una mappa indicata la loro presenza allo stato selvatico nel 1967 (Aliev 1967), e continuano ad essere allevati in aziende agricole. Tuttavia, Mitchell-Jones e altri (1999) le elencano come estinte allo stato selvatico.

Svizzera: Mitchell-Jones e altri (1999) hanno riportato la presenza di coypu in Svizzera, anche se Aliev (1967) non ha avuto riscontri.

Ex Repubblica di Jugoslavia (Serbia, Montenegro, Bosnia - Herz., Macedonia, Croazia e Slovenia): Nutria sono state allevate in cattività in Jugoslavia (Aliev, 1967). Il loro stato attuale non è noto.

fonte: http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/europe.htm

venerdì 26 giugno 2009

ORIGINI DEL COYPU (Myocastor coypus - nutria)

Il Myocastor coypus (che qui chiameremo Coypu ma che comunemente viene denominato "nutria") è un roditore appartenente alla famiglia monofiletica "Myocastoridae".

Il Coypu è originario della regione sub-tropicale del Sud America e delle aree temperate del Cile e dell'Argentina. Sono stati osservati esemplari di castorino anche nella Terra del Fuoco.


FIG. 1 - areale di origine del Myocastor coypus
(http://www.nwrc.usgs.gov)

La famiglia dei Miocastoridi si è evoluta nell'Oligocene, circa 30 milioni di anni fa da un echimide della sottofamiglia Adelophomynae.
La prima forma di fossile riconosciuta come appartenente alla famiglia dei Miocastoridi è il Prospanyomis del tardo Oligocene rinvenuto in Patagonia.
La sistematica del Coypu annovera 5 sottospecie presenti nell'areale di origine:
- Myocastor coypus bonariensis
- Myocastor coypus coypus

- Myocastor coypus melanops

- Myocastor coypus santacruzae

- Myocastor coypus popelairi

All'interno dell'areale di origine sudamericano, il Coypu occupa ambienti molto diversi tra loro caratterizzati da condizioni climatiche che variano dai caldi delle regioni sub-tropicali agli inverni freddi della Patagonia.
Nel secolo scorso la specie è stata introdotta, per motivi industriali (pellicce) in molti Paesi del Nord America e in Europa stabilendo anche nuclei di popolazione naturalizzati.
Descriveremo successivamente l'areale di diffusione al di fuori dell'ambiente di origine.

Ringraziamenti e bibliografia:
http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=766

domenica 7 giugno 2009

La Nutria e l'aggressività: osservazioni, dati e prove empiriche

Questo è un video dedicato a tutti quelli che dicono che le Nutrie sono aggressive. Questa è la dimostrazione della loro palese malafede. Tutte le Nutrie sono timorose in quanto sono prede e sono anche vegetariane. Il loro primo istinto è quello di scappare (strategia di fuga). Solo se minacciate simulano atteggiamenti da "attacco" ma con l'unico scopo di far fuggire il nemico e guadagnare tempo per mettersi in salvo. Willy, il Coypu domestico più famoso d'Italia, è la dimostrazione provata della docilità e della possibilità di addomesticare questi animali. Sconsiglio comunque la loro detenzione a fini domestici perchè essendo fauna selvatica deve rimanere nel suo ambiente. Willy, come tutti ormai sanno, è stato salvato da morte certa quando sua mamma ha partorito ed è morta a causa di un incidente. Questa è l'unica eccezione che la legge permette.
In attesa di un articolo più approfondito su questo aspetto etologico, invito il pubblico a visionare questo video che risulta essere a tutti gli effetti una delle prove scientifiche e affidabili che esistano su questo argomento.


domenica 31 maggio 2009

STORIE DI COYPU (NUTRIA) - Pon Pon

Ricevo e pubblico la storia di una femmina di Coypu di nome Pon Pon. Ringrazio l'amica Barbara di Asti per avermi reso partecipe di questa tenera esperienza.

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Pon Pon è arrivata a casa mia in seguito alla morte della sua mamma e siccome era una cucciolina tenerissima e molto spaventata, non ho saputo resistere e me la sono presa.
All'inizio, come ben sai, ero un po' apprensiva, visto l'animaletto un po' insolito da curare.
Poi ho "incontrato" (tramite quel canale "salvagente" che si chiama internet), “te” che mi hai letteralmente salvata, dandomi consigli preziosissimi su come tenerla, alimentarla ecc... Per altro Pon Pon è un animale dolcissimo, da un sacco di soddisfazioni come animale da compagnia ed è molto intelligente.
Quanto ho detto però non va travisato, rimane comunque un animale selvatico che andrebbe preservato nel suo ambiente naturale, ancora meglio quello d'origine (Sud America). Non va “pasticciata” o trattata come fosse un giocattolo, ma lasciata tranquilla il più possibile.
Purtroppo, però, per la sua incolumità, sono costretta a tenerla in cattività, anche se in condizioni molto buone per lei. L'incapacità di gestirsi da sola e non ultima la possibilità affatto remota che venga abbattuta dai cacciatori sempre in agguato, non mi permettono di liberarla come mi piacerebbe fare.
Come accennavo sopra, nonostante l'affetto che nutre per noi e le nostre cure per lei, ha mantenuto una certa diffidenza dettata dal carattere estremamente pauroso e probabilmente anche dall'esperienza avuta che, secondo me, non ha affatto dimenticato.
Inoltre quando è arrivata da noi non era piccolissima come il tuo Willy, per cui non abbiamo potuto beneficiare dell’effetto imprinting.
Per altro se ci si avvicina cercando di non spaventarla si riesce ad accarezzarla ed anche a prenderla in braccio (sempre con accortezza).
E' molto coccolona, quando inizia a prenderci gusto sta li a farsi fare i grattini come un micio, alzando la testa per farseli fare meglio. Questo è già un buon risultato, ma ci vorrà pazienza.
Ama molto fare il bagno (ovviamente) per cui abbiamo messo a sua disposizione una grande vasca a sponde basse, tipo quelle per le fontanelle per intenderci. Adesso che fa molto caldo al pomeriggio sta a mollo a lavarsi e lisciarsi il pelo molto volentieri. Infatti è un animale molto pulito, sta delle mezz’ore a pulirsi accuratamente anche in modo ridicolo e buffo, sembra una pera che fa la doccia.
Devo dire, però, che non sono tutte rose e fiori….. il “mostrillo” infatti, da molto da fare, non si può pensare di andarsene in vacanza e lasciarla li da sola, se non si ha qualcuno pronto a prendersi cura di lei.
Necessita un sacco di cure, verdura fresca tutti i giorni, cambio dell’acqua della vaschetta un giorno si uno no, cambio dei giornali e del fieno tutti i giorni in modo che rimanga sempre pulita. Periodicamente bisogna disinfettare il locale in cui alloggia per evitare i parassiti, che nonostante tutto riescono comunque a rompere le scatole. Lo so io che adesso impazzisco per via delle zecche lasciate a destra e a manca dal pastore che è passato con le pecore vicino a casa mia!!! Ci mancava solo più quello.
Inoltre è proprio simpatica. E’ uno spettacolo quando si mette a scegliere i pezzetti di banana essiccati tra il suo mangime preferito. Con quelle zampette che sembrano manine acchiappa di tutto e se lo ficca in bocca ingordamente, come se qualcuno tentasse di rubarle il cibo dalla ciotola.
Se si spaventa, e succede spesso, fa dei balzi enormi ed emette un suono minaccioso, oppure un grido molto acuto. La spaventano soprattutto i rumori forti ed improvvisi, o i movimenti a scatti e corre a rifugiarsi nella sua cuccia/tana.
Quando pensa che il pericolo sia scampato torna nuovamente fuori guardinga, tipo pantera rosa. In questi casi è proprio buffa, le manca solo più il soprabito da investigatore! Se sto ferma vicina alla sua cuccia si avvicina ad esplorarmi, per vedere se le ho portato qualcosa di buono!

Penso sia tutto, anche se starei a parlare di lei delle ore, per cui un saluto e grazie dell’attenzione.