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domenica 17 gennaio 2010

LA SENSIBILITA' DI CHI HA UN CUORE E UN CERVELLO

In attesa degli aggiornamenti a cui il blog sulla nutria sta lavorando, vorrei girare questa mail trovata in Internet e reperibile dal sito dell'associazione bairo.


"da Enrica da Cremona:
Concordo con l'ultima parte della prima info. Sterminare ad oltranza le nutrie non è la soluzione migliore. Un'operazione che da noi si fa con estrema facilità e chiunque incontra una nutria può tranquillamente ammazzarla in qualsiasi modo, senza incorrere in nessun reato, anzi.....
La soluzione finale è una iniziativa mediocre, tipica della nostra specie che, quando non sa come comportarsi di fronte a qualcuno che non conosce, preferisce eliminare il problema in modo drastico e naturalmente irrisolvibile. Questi animali hanno vita dura: importati per diventare pellicce, quando la moda è tramontata sono stati lasciati a loro stessi per finire ora nel mirino di umani senza scrupoli. Hanno pure inventato la leggenda del "topone da fogna" pur di renderli antipatici, ma queste bestiole sono solo dei castorini che stanno tentando di sopravvivere in habitat che non sono a loro naturali. Nessuno pensa a cercare qualcosa di meglio che imbracciare fucili o bastoni, così le nutrie sterminate lasciano liberi i posti ad altre nutrie che continueranno a riprodursi per finire poi come le precedenti.. Sono dei roditori e non dei carnivori. Timide e impaurite, non attaccano nessuno, ma cercano sempre di nascondersi.
Dalle nostre parti non si leggerà mai sui giornali di una nutria salvata e curata......nord tanto sensibile e amante degli animali........Eppure sono creature davvero splendide. Basta saperle conoscere come meritano.....
Enrica"

Solo un paio di piccole precisazioni:
- le nutrie sono a tutti gli effetti fauna selvatica italiana in quanto naturalizzate da molti anni. Sono riuscite ad adattarsi ai nostri habitat in modo equilibrato (salvo particolari eccezioni dovute agli squilibri causati precedentemente dall'uomo);
- la quasi totalità di coloro che imbracciano un fucile si rivela palesemente ignorante in termini di ecologia e di scienze naturali. D'altronde da chi venera il piombo e il dio denaro non c'è nulla da aspettarsi!

Un grazie particolare anche da parte nostra a Enrica da Cremona.



FIG. 1 - Coypu mentre mangia dolcemente e tranquillamente lungo un corso d'acqua

sabato 17 ottobre 2009

E' DIMOSTRATO: LA NUTRIA NON ARRECA DANNI ALL'AGRICOLTURA

Studi, testimonianze e osservazioni sul campo condotte in un Comune del Parco Agricolo Sud Milano (Sud-Ovest Milanese) hanno dimostrato la non fondatezza e l'inattendibilità delle false accuse mosse dagli organi di stampa ufficiali, da alcuni Consorzi, agricoltori e cacciatori secondo cui le nutrie (Coypu o castorini) causerebbero danni all'attività agricola. Questo e' FALSO e i dati lo dimostrano. Ma andiamo per gradi.
Come scrissi qualche articolo addietro le principali accuse imputate a questi roditori possono essere raggruppate nelle seguenti classi:
1) danni alle colture
2) danni agli argini
Analizziamo ora i dati che scagionano la nutria da queste infamanti e pretestuose accuse.


FIG. 1 - campi coltivati con argini per irrigazione. In questi posti è forte la presenza di nutrie

1) LE NUTRIE E L'AGRICOLTURA
In alcuni Comuni del Parco Agricolo Sud Milano (e non solo) sono state eseguite osservazioni sul campo per constatare gli effetti della presenza delle nutrie sulle principali pratiche agricole.
Anche se lo studio è iniziato da alcuni anni, dedicherò la mia attenzione agli utlimi 2 anni sia perchè sono i più recenti sia perchè secondo le solite fonti disinformative il fenomeno nutrie è in continuo aumento, ma questo ultimo punto lo spiegheremo più tardi.
Mais, frumento, grano, riso, marcite, foraggi, soia sono solo alcune delle colture poste sotto esame da questo studio, eseguito appunto su Comuni con una forte presenza di nutrie fin dagli anni passati (almeno 10 - 15 anni fa). Ogni anno le aziende agricole procedono con la semina, la concimazione, l'irrigazione, le pratiche per il mantenimento fino ad arrivare al raccolto. Ebbene, ad ogni termine di questo ciclo agricolo si assiste ad un raccolto che è prossimo almeno al 98% circa di quanto seminato.
In agricoltura è impossibile avere il 100% del raccolto in termini numerici ed è anche errato fissarsi su questa mentalità. Se l'immaginario collettivo pensa che da un seme seminato corrisponde una piantina è in errore. Non si tratta mai di rapporto 1:1 perchè, prendendo ad esempio il mais, da 1 seme di ricava una pannocchia con (per semplicità ma sono molti di più) 50 semi! Un rapporto di 1:50. Il raccolto sarà quindi sempre in positivo, salvo naturalmente incidenti o catastrofi naturali.
Durante la semina, fin dai tempi più antichi, gli uomini e in particolare i contadini (quelli veri che amano la Natura, oggi ormai sempre più rari perchè accecati dal denaro) hanno sempre convissuto con gli uccelli che si cibavano delle sementi ma nonostante questo - che si ripete tutt'oggi - i raccolti sono sempre disponibili.
Anche quest'anno appunto su estesi campi coltivati, il raccolto è stato abbondante e le eventuali perdite rientrano nel normale bilancio. Queste perdite sono causate sia dalla tecnica adottata (fattori interni) che da fattori esterni. Per i primi cito solo un fatto esemplare: durante la semina, quasi tutte le piantine presenti ai bordi esterni del campo hanno difficoltà a crescere e a produrre il raccolto perchè sono molto esposte alle intemperie, ad una cattiva esposizione, all'inquinamento delle auto che passano vicino etc. Questo gli agricoltori lo sanno e lo prendono sempre in considerazione e rientra in quel 2% di "perdite" che è indicato sopra.


FIG. 2 - Le piante ai confini dei campi non sono da considerare ai fini produttivi

In quel 2% circa di "perdite" sono incluse le attività degli animali, inevitabili per ovvi motivi:
- l'uomo ha disturbato l'ambiente in cui essi vivono
- le colture sono mangiate anche dagli animali che a loro volta (tutti) aiutano l'ecosistema a non collassare.
Esattamente: la fauna selvatica (sia essa autoctona che alloctona) è di fondamentale importanza perchè grazie ad essa gli sconvolgimenti umani dettati appunto dall'attività antropica, possono essere compensati e ridimensionati. Ricordo che l'agricoltura intensiva e gli allevamenti sono la causa principale dei dissesti idrogeologici e dell'inquinamento idrico e atmosferico. Ciò non viene detto solo perchè potrebbe destabilizzare il sistema in cui oggi viviamo ma la realtà è proprio questa e in Rete si trovano studi mirati che dimostrano ciò.
Nel caso particolare, le nutrie se non hanno a disposizione della vegetazione spontanea (erba, prati incolti, etc.) possono in casi di necessità cibarsi delle piante coltivate presenti vicino all'acqua, raramente di addentrano. Questo però non vale solo per le nutrie ma per tutti quegli animali che vivono in campagna, dagli uccelli ai mustelidi, dagli insetti ai conigli. Anche l'uomo fa la sua parte difatti sono stati ripresi furti di pannocchie di mais da alcune persone.
Concludendo, anche secondo uno studio della Regione Lombardia non esiste nessuna correlazione tra i castorini e le spesso gonfiate perdite agricole. Gli unici effetti che gli animali possono causare all'agricoltura consistono in un'effettiva alimentazione delle suddetto colture ma questo avviene solo in particolarissime circostanze. Un caso su tutti e che riguarda le nutrie è la presenza in passato (ma non è detto che sia anche attuale) di allevamenti di castorini e le pratiche insensate di abbattimenti con gabbie e armi da fuoco. Oltretutto l'immissione di fauna per fini venatori crea davvero perdite ai raccolti e squilibri ambientali. La responsabilità quindi, ad essere onesti con la propria coscienza, è sempre dell'uomo e dei suoi interessi meramente economici.



FIG. 3 - Raccolto abbondante e senza perdite

2) LE NUTRIE E GLI ARGINI
Le nutrie scavano tane anche negli argini, questo è risaputo e l'ho sempre spiegato. Ma nessuna nutria ha mai causato i disastri che crea l'uomo. A parte questa piccola parentesi doverosa, le tane delle nutrie possono essere anche ricavate tra la vegetazione del sottobosco e a seconda dell'argine le tane variano di lunghezza. In alcuni casi non si parla di "cunicoli" ma di conche perchè alla nutria basta solo uno spazio di terra per ricavarsi un posto dove ripararsi e vivere pacificamente. Durante le osservazioni di questi anni si sono notate dei piccoli cedimenti di argine che hanno provocato la fuoriuscita di acqua da un campo di riso alla roggia sottostante MA nonostante questo il "danno" è stato comunque molto relativo perchè la produzione e il raccolto sono stati ottimi. Spesso inoltre per riparare questi inconvenienti è sufficiente coprire con della terra il buco ma tale operazione avrà solo una durata limitata. Le fuoriuscite di acqua però avvengono prevalentemente dove gli argini sono "nudi", privi cioè di vegetazione. E' risaputo infatti che le radici delle piante svolgono una funzione di consolidamento degli argini e infatti la piantumazione di questi ultimi è una tecnica a favore della stabilità delle opere idriche. Dove vi è vegetazione e vi sono le nutrie e le loro tane, gli argini sono solidi e non si sono mai avute perdite di alcun tipo.
Tra l'altro non sono solo le nutrie a scavare tane negli argini, anche molti altri roditori lo fanno così come mustelidi, lagomorfi, rettili, invertebrati, altri mammiferi etc. Da testimonianze sia dirette che indirette, l'instabilità degli argini è causata proprio dai mezzi agricoli sia perchè la terra crolla sotto il loro peso sia perchè le pratiche agricole prevedono l'uso a volte massiccio di diserbanti. Questi percolano poi nel terreno e con le piogge stagionali, avendo i nostri suoli delle caratteristiche idrogeologiche precarie, gli smottamenti sono all'ordine del giorno. Oltretutto i cacciatori nella stagione venatoria camminano sugli argini facendoli anche crollare. E' facile poi dare la colpa agli animali!
Esistono molti modi per prevenire questi "danni" e come scriverò in un articolo più avanti, tali opere si basano sull'impiego di ingegneria ambientale e metodi ecologici.


FIG. 4 - Argini nel Sud-Ovest Milanese con presenza di nutrie (e altri animali). Attenzione, non vanno confuse le tane degli animali con gli anfratti naturali creati dall'erosione (naturale) dell'acqua.

Come si può notare le Nutrie sono INNOCENTI e non arrecano alcun danno all'agricoltura, anzi degi studi in corso stanno proprio rivalutando questa considerazione sotto aspetti positivi.
Questo studio procederà e sarà soggetto ad aggiornamenti in bae alle nuove scoperte e risultati raggiunti.


FIG. 5 - Coypu (Castorino o nutria) che mangia pacificamente l'erba spontanea che cresce sulle sponde di una roggia.

domenica 4 ottobre 2009

SULL'ALIMENTAZIONE E SULLA CONVIVENZA CON L'AVIFAUNA DELLA NUTRIA

Ultimamente mi è capitato di sentire persone che credono che il Coypu (Nutria) sia onnivoro e mangi anche pesce, uccelli e addirittura gatti!! Niete di più FALSO ovviamente e naturalmente.
Ma andiamo con ordine: la nutria è un roditore prettamente vegetariano, si ciba quindi solo ed esclusivamente di vegetali, ortaggi, frutta, verdura e farinacei. Tutto al più potrebbe occasionalmente cibarsi dei molluschi per il semplice fatto che questi invertebrati sono costituiti come una noce: il guscio con all'interno il "seme" (l'animale in questo caso). L'azione corrisponde esattamente all'apertura di un guscio in entrambi i casi. C'è da dire inoltre che spesso le nutrie mangiano molluschi alloctoni (portati dall'uomo) ma questo è in fase di studio.
Un'altra osservazione che invece ho documentato recentemente è stata che la nutria si ciba anche della Robinia pseudoacacia, una pianta alloctona importata dall'uomo anni fa e ora diffusa in tantissime zone.
Per quanto riguarda l'alimentazione, è comprovato che l'anatomia e la fisiologia degli organi interni digestivi e dell'apparato boccale sono a tutti gli effetti quelli di un CASTORO e soprattutto di un erbivoro.


FIG. 1 - Coypu (nutria) che mangia vicino alla sua roggia un vegetale

Certo, se una persona mette vicino ad una nutria una carcassa di un animale, è ovvio che provi ad assaggiarla ma questo dimostra ancor di più due cose:
1) la nutria è vegetariana perchè non è un predatore in quanto non va a caccia ad uccidere animali;
2) in natura la Nutria è prettamente vegetariana ma l'uomo interviene creando squilibri, immettendo cioè alimenti che non sono pertinenti con l'alimentazione vera di questi castori sudamericani, oltretutto se non fosse vegetariana non mangerebbero le colture agricole! E qui i disinformatori si sono tirati la zappa sui piedi!
Mi è stato detto anche che la nutria ha ucciso dei gatti e che attacca le gallinelle d'acqua. Anche qui risulta essere TUTTO FALSO, sia perchè chi dice queste cose non ha le prove ma parla solo per sentito dire, sia perchè è scientificamente provato che ciò non avviene! Difatti i roditori come le nutrie e i castorini non hanno lo scheletro adatto e le articolazioni giuste per mordere altri animali, inoltre quasi sempre la moria di altri animali è da imputarsi all'uomo e vi illustro un tipico esempio sconcertante.

FIG. 2 - Scheletro di Castor fiber (Castoro), del tutto simile a quello del Coypu, entrambi erbivori. Si noti come le vertebre del collo e la conformazione delle ossa delle zampe e della schiena sia quella tipica di un erbivoro.

FIG. 3 - Scheletro di un Leone (un predatore carnivoro). Da notare le vertebre e le articolazioni del collo, delle spalle e delle zampe sia anteriori che posteriori.

Alcuni giorni fa ho sentito una voce dire che le nutrie avevano attaccato delle gallinelle d'acqua quando, dopo alcune indagini, ho scoperto dal proprietario di un laghetto in cui vivono questi animali, che non sono state le nutrie bensì dei ragazzi che si "divertono" a tirare i sassi agli uccelli (gallinelle d'acqua in questo caso) e che per ripararsi salivano sugli alberi. Questo dimostra il vandalismo e la pericolosità dell'essere umano che addirittura vuole incolpare ingiustamente un animale così pacifico e affettuoso come il Coypu.


FIG. 4 - Nutrie insieme alle gallinelle d'acqua (giovani e adulti), ennesima prova e dimostrazione che le nutrie non arrecano nessun danno all'avifauna locale. Come si può notare sono intente a cercare cibo sul prato e tra le loro prelibatezze vi sono l'erba e il pane che le persone lasciano a loro.

venerdì 18 settembre 2009

SULLA PREDAZIONE DELLE UOVA DA PARTE DELLE NUTRIE

In questo blog, prettamente scientifico, non vengono prese in considerazione tutte le disinformazioni che circolano sui media e su altri siti che non conoscono la biologia. C'è da dire che "grazie" a loro ho molto materiale per la consueta rubrica "la verità sulla nutria".

Oggi però vorrei parlare di un fenomeno che alcuni articoli scientifici hanno riportato ma che non è mai stato fino ad ora documentato con foto e video. Si tratta della predazione di uovadi uccelli acquatici da parte delle nutrie.


FIG. 1 - Coypu (nutrie) che vivono in armonia con tutta l'avifauna

Secondo alcuni studi, i coypu causerebbero un disturbo dell'avifauna perchè si cibano delle loro uova e perchè, camminando, ne distruggono i nidi e di conseguenza le covate.
In certi contesti questo potrebbe effettivamente accadere ma si tratta solo di casi particolari per cui totalmente estranei alla normalità e quindi non statisticamente significativi.
Per un corretto esame sulla questione, occorre porsi una domanda: "la predazione di uova da parte delle nutrie cosa provoca?".
Innanzitutto, parlo sempre in via generale, tale fenomeno è solo marginale e non va ad intaccare minimamente l'equilibrio dell'avifauna, salvo nei luoghi dove alcune specie di uccelli acquatici siano già in pericolo di estinzione ma come al solito ciò sarebbe una condizione causata esclusivamente dall'uomo.
Le nutrie vivono in ambienti "paludosi" che alle nostre latitudini significano stagni, fontanili, cave, rogge, corsi d'acqua e zone umide. In questi particolari habitat vivono diversi animali come mammiferi, rettili, anfibi, uccelli, artropodi, pesci, etc. Qui spesso nidificano vari uccelli acquatici come gallinelle d'acqua, folaghe, germani reali, oche, svassi maggiori, cormorani, etc.
Questi uccelli si cibano di vegetali e piante acquatiche ma anche di animali come molluschi e piccoli pesci. Come in tutte le situazioni, un'eccessiva presenza di avifauna può arrecare "danni" e squilibri all'ambiente dove vivono, depauperando suolo e acqua di alcuni elementi fondamentali.
La Natura, che è perfetta e si autoregola, per evitare ciò interviene con meccanismi di predazione appunto. Ma quali sono i predatori dell'avifauna?
Allo stato adulto sono principalmente mammiferi (carnivori e onnivori) mentre le uova e i nidiacei sono predati da rapaci, corvidi, ghiri,, marmotte, rettili, mustelidi, etc. Anche ratti e topi predano le uova mentre solo marginalmente sono citate anche le nutrie ma per ovvi motivi naturali: condividono tutti lo stesso spazio e contribuiscono all'equilibrio dell'intero ecosistema. Se non ci fosse la predazione (entro i limiti naturali ovviamente) delle uova e dei nidiacei, la biodiversità calerebbe a picco.
Oltretutto da testimonianze raccolte, dove ci sono le nutrie il numero di topi diminuisce e di conseguenza diminuisce anche il pericolo di potenziali trasmissioni di patologie. Ciò rende alcuni tipi di ambienti più sani.
Da precisare infine che "calpestare" le uova e cibarsi delle stesse avviene per la nutria in modo passivo. In parole semplici non è la nutria che va a cercare le uova ma vivendo insieme e in armonia con l'avifauna se le trova appresso, contribuendo così, come gli altri animali, al mantenimento dell'equilibrio e alla propagazione naturale delle diverse specie.
Questa è la reale entità del fenomeno in questione, spesso gonfiato solo per creare finti allarmismi e dare la possibilità ai soliti noti di compiere inutili crociate e mattanze contro creature viventi innocenti e non mi riferisco solo alle nutrie ma anche a tutti gli altri animali.

sabato 9 maggio 2009

IL BLOG SULLA NUTRIA PER LA CORRETTA INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE SUL COYPU (Myocastor coypus)

Lo staff del qui presente blog si rende disponibile a collaborare con le varie associazioni animaliste, ambientaliste e le amministrazioni locali che sono interessate ad essere informate e ad informare l'opinione pubblica sul mondo delle nutrie (castorini, coypu, Myocastor coypus).

Dopo anni di ricerche, studi, osservazioni e avendo a disposizione una buona raccolta di materiale informativo derivato dalla letteratura scientifica nazionale e internazionale, ci rendiamo disponibili per conferenze, convegni, seminari in tutte le parti di Italia previa comunicazione all'apposita casella di posta elettronica.
Ci si può anche mettere d'accordo per la creazione e distribuzione di materiale sia cartaceo che multimediale informativo.


FIG. 1 - Coypu (Myocastor coypus)

domenica 15 febbraio 2009

Nutrie, colpa degli allevatori

Lettere ai giornali e servizi TV in queste settimane hanno rilanciato la questione delle nutrie, citando gli animalisti fra i responsabili del problema.

Vorremmo ricordare a tutti coloro che si stanno scatenando contro le nutrie che:

1. Le nutrie non facevano parte dell'ecosistema italiano e in esso sono state introdotte a forza dagli allevatori;
2. Le nutrie sono arrivate per essere allevate da persone incompetenti e attirate da facili guadagni perche'; con le loro pelli si producevano le cosiddette "pellicce di castorino";
3. Le liberazioni effettuate da "animalisti" di esseri viventi (detenuti in gabbie in condizioni raccapriccianti e non conforme alla natura degli animali stesse) non hanno mai riguardato le nutrie;
4. Le nutrie sono state liberate dalle gabbie non dagli animalisti ma dagli allevatori al tramontare della moda passeggera delle "pellicce di castorino";
5. La soppressione indiscriminata non risolve il problema.

Come sempre, quando alcune specie di animali si riproducono in maniera esorbitante l'unica soluzione proposta da mezzi di informazione ed amministratori e' quella di sterminarli e le associazioni animaliste, che difendono cioe' il diritto alla vita di tutti gli esseri viventi, vengono accusate di aver creato il problema.
Cosi' sembra sempre che sia colpa nostra se ci sono i topi , i piccioni, le volpi, i gatti e i cani randagi...
Invece di sparare a zero e proporre solo la morte, perche'; non istituiamo la Consulta Comunale Affari Animali da noi proposta da almeno 15 anni per affrontare insieme in modo scientifico gli argomenti che riguardano gli animali, tutelando sia il cittadino che l'animale stesso?
Siamo invece d'accordo quando i "media" se la prendono con chi assalta gli allevamenti e libera gli animali.
La LAV ha sempre condannato tali metodi, denunciando alle autorità competenti gli allevamenti abusivi (fenomeno rilevante di cui non si parla abbastanza) e impegnandosi per il reinserimento degli animali piuttosto che per il loro abbandono nell'ambiente.
Noi siamo a disposizione per proporre, costruire e difendere la vita.
Siamo contrari alla morte.

LAV home

Fermiamo il trappolaggio. Animali, un’inutile crudeltà

Molto spesso si sente usare la terminologia «animali nocivi», solitamente riferita a innocui animali colpevoli solo di disturbare le attività dell’uomo, in primis la caccia. Varie le considerazioni sull’argomento: molte volte la presenza inopportuna di animali è dovuta proprio all’uomo. Così è accaduto per i cinghiali, «selvaggina da ripopolamento venatorio», immessa in natura in condizioni già precarie e destinata comunque a prematura morte, per i «castorini» (nutrie), importati in Italia decenni fa per essere allevati per la produzione di pellicce, poi, una volta fallito l’esperimento, liberati sul territorio e considerati ora dannosi.
Se può essere vero che qualche volta questi animali provocano «danni» all’uomo, occorre anche pensare che l’uomo è ancora più dannoso per l’ambiente e gli animali stessi. Se i piccioni sporcano le facciate delle case o le strade, che dire dell’inquinamento causato dall’uomo? Con i lavori idraulici lungo i corsi d’acqua vengono a sparire i canneti dove gli uccelli costruiscono il nido, con le monocolture l’uomo crea un deserto faunistico nelle zone circostanti, e l’elenco è lungo...
Durante una recente sperimentazione di trappolaggio condotta nella pianura irrigua lombarda si è accertato che in oltre il 70% delle zone testate, catture giornaliere protratte per un periodo variabile da 14 a 92 giorni non hanno prodotto alcuna diminuzione della popolazione locale di nutrie. In estese aree agricole, interconnesse da una fitta rete di piccoli corsi d’acqua, il calo numerico ottenuto con i piani di eradicazione viene compensato in pochi mesi dalle nascite e da fenomeni di immigrazione: in breve il numero di animali torna ad essere lo stesso. Il continuo ricorso al trappolaggio non porta alcun vantaggio pratico e ha costi altissimi in termini economici e di sofferenza degli animali.
Vogliamo ricordare, con l’esempio delle nutrie, la sofferenza degli animali «altri», quelli non d’affezione, sofferenza che rimane perlopiù nascosta. L’approccio al problema del contenimento può essere intrapreso comunque, come è emerso anche dal recente convegno sulle specie alloctone in Italia, tenutosi a Milano. Occorre educare le Amministrazioni seriamente e correttamente, evitando tutti i maltrattamenti, qualunque sia la specie che ne è vittima e qualunque siano i motivi: nulla autorizza a procurare sofferenze fisiche e psichiche a un animale. Ogni animale prova i medesimi sentimenti di paura-gioia-dolore-voglia di vivere che ha qualsiasi umano. Troppo spesso si dimentica che gli animali sono esseri viventi esattamente come noi e si prendono decisioni terribili decretando la loro eradicazione. Come reagirebbe l’opinione pubblica se venisse decretata l’eradicazione di cani e gatti? Va superata la distinzione tra sofferenza e sofferenza, tra vita e vita. L’innocenza dell’animale, la sua lealtà e mitezza, il suo spontaneo fuggire da ogni violenza gratuita, sono mete ancora da raggiungere dalla maggior parte degli uomini.

Lav Mantova

venerdì 21 novembre 2008

La Nutria NON è causa di incidenti stradali!

Come ormai sappiamo bene, i giornali e i media ufficiali sono la fonte primaria di disinformazioni. Una persona attenta, sensibile, sveglia e consapevole non leggerà mai un giornale o non darà mai retta a quello che appare in tv perchè sono per il 95% disinformazioni.

La persona seria si informerà in modo attivo autonomamente, cercando tra fonti affidabili le risposte alle proprie domande ma lasciando a se stessa la decisione finale.
Fatto questo preambolo, con l'articolo di oggi voglio discutere del fatto che è facile imbattersi in queste affermazioni false e prive di senso, nonchè di dimostrazione: "le nutrie causano incidenti stradali".
Niente di più FALSO!
Questa è la solita scusa che introducono lobbies venatorie e alcuni associazioni agricole per avere un movente da utilizzare per la "caccia alla nutria" (leggasi: caccia alle streghe).
Analizziamo e dimostriamo perchè la colpa non è della nutria ma dell'uomo. Qui di seguito elencherò quindi le prove che dimostrano l'innocenza del Coypu e la follia umana.


FIG. 1 - Nutria (Coyou) che mangia non lontano dal ciglio di una strada

1 - SOLO LA NUTRIA?
Ogni anno vengono abbandonati centinaia (ma anche migliaia) di cani, gatti e altri animali. I primi addirittura vengono lasciati sulle strade e autostrade. Il fautore di questa crudeltà è l'uomo. All'uomo quindi si deve la responsabilità della morte di questi animali e degli incidenti stradali e delle vittime ad essi collegati.
In campagna gli animali sono sempre vissuti fin dai tempi più antichi. E' l'uomo che sta cementificando anche questi spazi e invece di rispettare la Natura si arroga il diritto di distruggere tutto ciò che è vivo.
Oltre alla Nutria però ci sono tanti altri animali che attraversano le strade di campagna come roditori (topi, ratti), lagomorfi (conigli, lepri), mustelidi (tassi, donnole, faine), carnivori (lontre, volpi, lupi, gatti), rettili (tartarughe, serpenti), anfibi (rane, rospi), uccelli (fagiani, piccioni), insetti e artropodi. Ma anche le persone sono vittime di incidenti.
Secondo alcuni cacciatori e le associazioni sopra citate, bisognerebbe abbattere tutte le specie (e sono solo una minima parte) sopra elencate compresi gli uomini.
Questa la dice lunga sull'abissale malafede di questi individui.

2 - REATO DI BIOCIDIO

Gli animali, così come gli uomini, sono esseri viventi e senzienti. Ciò che li accomuna è la "Vita". Uccidere l'uno o l'altro non fa nessuna differenza, solo un punto di vista antropocentrico può commettere l'errore madornale di fare la benchè minima distinzione.
Chiunque investa e uccida un animale ha commesso un biocidio (salvo fatalità), ha privato della vita una creatura e sicuramente ne pagherà le dovute conseguenze.
A tale reato poi va aggiunta l'omissione di soccorso, difatti sono ben pochi gli autmobilisti o motociclisti che si fermano a prestare soccorso ad un animale investito dai medesimi.

3 - OMISSIONE DI RESPONSABILITA'

Ovvero: la vigliaccheria umana.
Caso A) Se una persona X investe e uccide una persona Y, la colpa è della persona X che sarà condannata.
Caso B) Se una persona X investe e uccide un animale Y, la colpa è dell'animale e la persona scappa e non viene condannata.
Come si suol dire: 2 pesi e 2 misure. Finchè la società umana non vivrà nel pieno rispetto e nell'amore nei riguardi della Natura e dei propri simili, allora non potrà mai divenire felice e raggiungere la pace.
Investire un animale e abbandonarlo al suo destino (interrotto dall'uomo) è un atto di crudeltà immensa che non rimarrà impunito.

4 - LA VERA CAUSA DEGLI INCIDENTI STRADALI: LA VELOCITA', GLI AUTOMOBILISTI E MOTOCICLISTI. IN UNA PAROLA: L'UOMO

Parlando con cognizione di causa, la stragrande maggioranza degli autmobilisti (e motociclisti), guida in modo spericolato attraverso le strade di campagna, mettendo a repentaglio la vita propria e quella degli altri (sia umani che animali).
Secondo il codice della strada (ma direi secondo logica e buon senso), colui che provoca un incidente è il diretto responsabile. Siccome anche in campagna vige tale regolamento (per legge) allora ci troviamo di fronte ad un sopruso e un atto illegale perpetrato ai danni della fauna da un numero spropositatamente grande di automobilisti e motociclisti.
Se questi individui andassero più piano e facessero molta più attenzione, incidenti di questo tipo non ce ne sarebbero più.

Siccome dopo attenta analisi si evince che questi 4 punti sono incontrovertibili, l'unico e vero pericolo per l'uomo e per le persone che viaggiano sui mezzi di locomozione, è l'uomo stesso!
Dare la colpa agli animali è segno di estrema crudeltà, follia e idiozia.

Quale è la soluzione? Esistono diverse soluzioni ma le più comuni e semplici da adottare sono:
- guida prudente
- prestare soccorso in caso di incidenti
- utilizzo di precauzioni come l'uso di catadriotti lungo i margini delle strade.

lunedì 11 agosto 2008

PROCESSO ALLA NUTRIA - COYPU - (Myocastor coypus)

In data 11 agosto 2008 ha sede presso il Tribunale del Blog qui presente, il processo alla Nutria. Tale udienza e' presieduta dal dott. Tursiops nelle vesti di Procuratore super-partes.

DICHIARAZIONI PRELIMINARI.
a) DICHIARAZIONI DEL PROCURATORE:
Il sottoscritto Tursiops, nelle veci di Procuratore, in base ai poteri conferitimi dalla Legge, indice un processo civile che, a seconda delle circostanze, potra' trasformarsi in processo penale. Questo processo vede confrontarsi due parti giuridiche:
la parte privata, alias popolazione di Nutria (Myocastor coypus), d'ora innanzi "Nutria";
la parte pubblica, nelle vesti di agricoltori (alcuni), consorzi (alcuni), giornalisti (alcuni), media ufficiali, Istituzioni (alcune) e taluni cittadini, d'ora innanzi "Enti".
La Nutria figura come imputato principale.
Il sottoscritto Tursiops, avendo competenze biologiche, etologiche e natularistiche nei riguardi della Nutria prendera' anche il ruolo di Difensore dell'imputato. Al termine della sentenza, sara' lo stesso Procuratore a dichiarare il verdetto, che sara' inopinabile.
b) DICHIARAZIONI DELL'IMPUTATO:
Ai sensi dell'art. 84 reg. proc., le dichiarazioni preliminari precedono la presentazione dei mezzi di prova da parte dell'accusa; l'imputato ha la facoltà, se lo vuole, di fare tale dichiarazione dopo la presentazione dei mezzi di prova dell'accusa e prima della presentazione dei propri.
Ai sensi dell'art. 84 bis reg. proc., dopo le dichiarazioni preliminari, l'imputato può effettuare, se lo desidera, una deposizione, con l'accordo e sotto il controllo della Camera. Tale deposizione non costituisce una dichiarazione solenne e non può essere oggetto di interrogatorio. La Camera giudica sul valore probatorio della deposizione.
- Nutria: "noi siamo animali e tutto cio' che facciamo serve alla nostra sopravvivenza. Siamo stati ingiustamente deportati, privati del nostro ambiente, brutalmente uccisi per i vostri scopi puramente ricreativi (pellicce). Tutto quello che scrivete o dite di noi e' falso, come mostrato in questo blog e dalle ricerche prettamente scientifiche del dott. Tursiops (biologo e ricercatore indipendente sulla Nutria). Forse possono esserci casi in cui i nostri simili competano per alcune risorse con l'avifauna, ma fintanto che esistera' anche una sola prova e un sol posto in cui la nostra specie vive in completa armonia con l'avifauna locale, allora crollano tutte le vostre fantomatiche accuse".

PRESENTAZIONE DELLE PROVE DELL'ACCUSA.
Gli Enti (l'accusa) dichiarano che la Nutria:
1) assomiglia ad un grosso topo
2) L'unica certezza che abbiamo è che le nutrie rappresentano un problema per diverse fasce della popolazione, rappresentano un pericolo anche per i numerosi automobilisti che, specialmente di notte, devono compiere manovre pericolose per schivarle
3) e' una minaccia alla biodiversità
4) e' un rischio sanitario
5) e' un rischio idraulico
6) crea danni all'agricoltura
7) e' un emergenza ambientale

Tutte queste accuse sono reperibili nelle frasi scritte in rosso presenti negli articoli "la verita' sulla Nutria" del qui presente Blog.

CONTRO-ESAME DELLA DIFESA.
Il biologo Tursiops (la difesa) dopo un analisi delle dichiarazioni dell'accusa dichiara che:
"L'accusa e' stata solo in grado di insultare e diffamare la Nutria, in tutti i casi in cui l'accusa ha denunciato dei danni, non ha mai dimostrato prove, dati, fonti inattaccabili che potessero dimostrare quanto asserito. Le basi su cui si fonda l'accusa sono molto fragili.
1) La Nutria NON e' un topo bensi' un castoro sudamericano. Non esistono infatti topi con le zampe palmate e non esistono ratti giganti (ovvero non raggiungono le dimensioni di una Nutria).
2) Gli automobilisti sono un pericolo per diverse fasce della popolazione (i pirati della strada) e oltre che per le Nutrie anche per altri animali della campagna. L'imprudenza e l'ignoranza di alcuni autisiti e motociclisti e' un rischio per la vita di molte creature viventi ivi compreso l'uomo. Se andassero piano si eviterebbero incidenti inutili.
3) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON e' una minaccia alla biodiversita', come dimostrato qui: http://nutria-myocastor.blogspot.com/2008/03/la-prova.html
4) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON e' un rischio sanitario difatti alcuni Istituti Zooprofilattici (nella fattispecie quello di Brescia) riconosco la Nutria come NON vettore primario di leptospirosi ma solo occasionalmente come vettore secondario, cio' significa che NON esiste alcun rischio sanitario. Cio' e' dimostrato in questo articolo: http://www.centrostudiarcadia.it/Myocastor%20coypus.htm
5) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON e' un rischio idraulico o per la precisione la Nutria puo' tutto al piu' essere una concausa difatti la natura idrogeologica del nostro territorio rende gli argini molto deboli e malleabili anche per via delle sole condizioni atmosferiche avverse. Ben altri pericoli affliggono la stabilita' degli argini ovvero una cattiva conduzione da parte di agricoltori inesperti e altri animali come arvicole e ultimamente il gambero della louisiana. Come mostrato in questi articoli:
http://www.casaleinforma.it/pcivile/rischio_idro/scarica/animali_che_interagiscono.pdf
http://www.enterisi.it/doc/06052008.pdf
http://www.uniurb.it/giornalismo/lavori2002/fedeli/la_storia/biologo.htm
6) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON arreca danni evidenti all'agricoltura, spesso sono proprio alcuni contadini che per ricevere sovvenzioni dallo Stato accusano la Nutria ingiustamente e senza prove di essere la causa della perdita di raccolti. In realta' le Nutrie solo in caso di scarsita' di cibo si addentrano nei campi perche' in generale prediligono cibarsi di prati ed erbe comuni. Come mostrato qui:
http://nutria-myocastor.blogspot.com/2008/07/nutria-la-reale-entita-dei-danni.html

FIG. 1 - Coypu (Willy, cucciolo di Nutria domestica) che pascola nel prato di un parco.

7) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON e' un' emergenza ambientale, quello semmai e' l'uomo. La Nutria difatti e' un animale che si autoregola e vive in armonia con l'avifauna locale. Inoltre qualunque provvedimento deve essere preso in base alle leggi in materia di tutela della fauna di cui la Legge 157/92.

Tutte le risposte della difesa sono accompagnate da prove e fatti molto validi che sono consultabili nella colonna destra del blog scorrendo poco piu' in basso alla voce LETTERATURA SCIENTIFICA SULLA NUTRIA.

ISTANZA DI PROSCIOGLIMENTO (art. 98 bis reg. proc.).
In base all'articolo 98 bis la Camera su istanza dell'imputato pronuncia il proscioglimento in quanto ritiene che "gli elementi di prova presentati non siano sufficienti a giustificare una condanna per queste imputazioni". Dato che il Procuratore ha optato pero' di proseguire con l'udienza, il proscioglimento viene revocato di ufficio.

PRESENTAZIONE DELLE PROVE DELLA DIFESA.
Il qui presente Blog sulla Nutria http://nutria-myocastor.blogspot.com/ costituisce una raccolta unica, inequivocabile e scientificamente attendibile di prove, fatti e dimostrazioni secondo cui la Nutria e' a tutti gli effetti fauna locale italiana e vive in completa armonia con l'ambiente e la biodiversita' locale. Ammetto nonstante tutto che ci possano essere episodi in cui un eccessivo numero di Nutrie possa creare danni ma soltanto circoscritti alla zona in esame.

REQUISITORIE FINALI E MEMORIE CONCLUSIVE.
L'accusa non e' d'accordo con quanto detto dalla difesa ma come fatto notare piu' volte cio' che fa muovere l'accusa sono:
- disinformazione dovuta a ignoranza (e a volte malafede)
- minacce da parte dei cacciatori
- pressioni dalle lobby delle armi
Inoltre l'accusa si deve far carico di rispondere ad alcuni reati tra cui:
- dichiarazione del falso a mezzo stampa
- allarmismo ingiustificato
- tentativi di raggirare le leggi nazionali (da parte dei cacciatori)
- biocidi
- truffe ai danni dello Stato e traffico di armi

SENTENZA.
Dopo le requisitorie finali, la Camera dichiara chiuso il dibattimento e si ritira per deliberare in camera di consiglio. Ai sensi dell'art. 87 A) reg. proc., l'imputato può essere dichiarato colpevole solo qualora la maggioranza della Camera di primo grado ritenga che la colpevolezza dell'imputato sia stata provata "al di là di ogni dubbio ragionevole".
SENTITI i capi di imputazione da parte dell'accusa,
PRESO ATTO delle prove della difesa,
STUDIATO le informazioni scientifiche (biologiche, etologiche, ecologiche e naturalistiche) del suddetto Roditore,
CONSULTATO le requisitorie finali,
io, Tursiops, nelle vesti di Procuratore per questo processo, dichiaro la Nutria (Myocastor coypus)

INNOCENTE

per inesistenza di reato e

CONDANNO

- gli Enti (cacciatori, IFTF, giornalisti, media) a risarcire tutti i danni provocati in passato, presente e in futuro dalla specie Myocastor coypus,
- l'IFTF e gli allevamenti (e gli allevatori) italiani di pelliccia di castorino, di aver creato i danni ad eventuali infrastrutture idriche e ai raccolti agricoli,
- i giornalisiti, politici e loro tirapiedi ad essere radiati dalla loro professione.

Cosi' deciso, l'udienza e' conclusa.
Tale Udienza ha valore irrevocabile nel tempo.

Firmato: Procuratore dott. Tursiops

domenica 13 luglio 2008

NUTRIA - LA REALE ENTITA' DEI DANNI

Spesso si condanna la Nutria perche' arreca danni agli argini e alle coltivazioni ma questo NON e' del tutto vero.
In attesa dell'articolo riguardante il "Processo alla Nutria", vi illustrero' qui i motivi per cui le notizie che leggete e che vi raccontano sono per lo piu' false e tendenziose.
COSA DICONO I MEDIA:
1) la Nutria scava gallerie,
2) la Nutria crea danni agli argini facendoli crollare
3) la Nutria mangia i raccolti

ANALISI SCIENTIFICA, CORRETTA E VERITIERA DELLE AFFERMAZIONI SOPRA MENZIONATE:


1) A tutt'oggi non si hanno dati certi sulla reale costituzione delle loro tane. I pochi articoli scientifici mostrano pareri e dati discordanti. Segno questo di lacune da colmare con studi e misurazioni. Da aggiungere che anche VOLPI, MUSTELIDI, LAGOMORFI, ALTRI RODITORI scavano esattamente tane in prossimita' di corsi d'acqua.

FIG. 1 - argine di risaia, la presenza di tane di Nutria è limitata. L'argine è sano per il 90% mentre la coltivazione di riso è intatta nonostante le Nutrie si cibino di alcune piante ma come volevasi dimostrare, solo in casi particolari, difatti il riso cresce a vista d'occhio.


2) La Nutria, come gli altri animali, per Natura scava tane dove poter vivere, alla stessa stregua noi costruiamo case. La differenza e' che mentre la Nutria potrebbe creare solo danni (all'uomo solamente) circoscritti, l'uomo stesso crea danni irreparabili a tutto l'ecosistema e al pianeta intero! Prima di sparare sentenze a zero occorre farsi un bell'esame di coscienza. Solo le persone oneste lo fanno e purtroppo ce ne sono veramente poche. I nostri terreni sono di origine alluvionale per cui presentano caratteristiche idrogeologiche molto particolari che rendono i nostri suoli assai malleabili, fragili e deboli in termini di resistenza e struttura. Questo pero' non inficia le caratteristiche nutrizionali degli stessi in quanto sono tra i piu' ricchi della nostra penisola.
Queste considerazioni servono per dimostrare che:
- gli argini, anche in assenza di Nutrie, devono subire manutenzioni,
- siccome diversi animali scavano tane lungo gli argini, e' inutile accanirsi contro una singola specie, occorre invece investire risorse nel rafforzamento e nella difesa degli stessi,
- gli argini piu' a rischio sono quelli delle risaie difatti da ambo i lati e' presente acqua che indebolisce (tramite infiltrazioni ed erosioni) la struttura e contribuisce a scavare microcanali. Questi ultimi uniti alle tane scavate da arvicole e altri animali contribuiscono al cedimento strutturale,
- in caso di maltempo, forti precipitazioni, gli argini si indeboliscono ulteriormente creando cedimenti spontanei (basta una piccola tana che, in sinergia col maltempo, si trasforma in un varco di dimensioni modeste),
- gli argini senza vegetazione sono molto piu' deboli,
- gli argini non possono sopportare il passaggio di mezzi pesanti,
- alcuni argini tendono a collassare al solo passaggio di una persona (lo ho constatato personalmente) senza tane nei paraggi.

FIG. 2 - tana di arvicola. Come si può notare bastano questi piccoli roditori, come le talpe per esempio, a causare crolli degli argini. Le Nutrie sono pertanto una minima concausa.

3) La Nutria e' vegetariana e la maggior parte degli animali presenti in campagna e' onnivora. Le colture sono "vittime" di attacchi fin dalla semina. Solo quando la Nutria non trova risorse trofiche nei paraggi delle sue tane allora si avventura tra i campi, solitamente pero' in zone confinate. Che io sappia non si conoscono aziende fallite perche' il raccolto e' stato mangiato dalla Nutria piuttosto che dai conigli selvatici, difatti il ritmo di assimilazione del cibo, almeno per la Nutria, e' inferiore al tasso di crescita delle piante comuni (trifogli, tarassaco, etc.).

CONSIDERAZIONI:
Fatto queste dovute precisazioni ci sono delle informazioni piuttosto scomode ai piu' ma che ritraggono la realta' dei fatti ovvero:
- gli uomini (cacciatori in primis) introducono volontariamente animali alloctoni (come Nutrie, Cinghiali, Cornacchie) e autoctoni (Conigli, Lepri, Volpi) per ucciderli a scopo di sadico piacere. Oltre a rappresentare un pericolo sociale, questi individui alterano gli equilibri biologici degli ecosistemi causando proprio questi problemi! Introducendo piu' roditori arrecano danno ai campi e agli argini quando invece la Natura si autoregola da sola.
- gli agricoltori (alcuni) e i consorzi di bonifica (alcuni) hanno il loro interesse economico in questi animali perche' i primi possono ricevere sovvenzioni dallo Stato anche se a tutt'oggi nessun agricoltore ha mostrato pubblicamente una foto (o meglio un video) che provi che le Nutrie siano le sole responsabili di tali danni. In realta' i danni agricoli si devono prima di tutto ricercare nella cattiva gestione dei fondi e del lavoro. I secondi (i consorzi) ricevono investimenti econimici dal lavoro che svolgono ovvero riparare gli argini...gia', peccato che siano stati, forse, proprio loro i fautori di tali danni.
- in questi modi i vari Enti vorrebbero legalizzare la caccia alla Nutria e di conseguenza l'industria delle armi avrebbe ingenti guadagni.
Basta pensare che:
1) e' impossibile (almeno nel territorio padano) eradicare la Nutria,
2) moltiplicate i cacciatori che comprano armi e munizioni per il numero di nutrie presenti (che mai diminuiranno perche' sono roditori e anche intelligenti per di piu' c'e' chi volutamente li introduce) ed ecco che viene fuori il business. E' veramente brutto ma e' la stessa cosa del cinghiale e di altri animali introdotti per fini venatori. Fai credere alla gente che le Nutrie sono dei ratti (animale che suscita paura) e sono dannose, stimola in loro la paura...la gente reagira' chiedendo di fare qualcosa, ed ecco gli Enti preposti che forniscono la soluzione piu' congeniale a loro: la caccia. Si chiama "problema - reazione - soluzione". Vi stanno prendendo in giro, e' ora di dire BASTA a questa farsa e di agire. PER AMORE DELLA VITA, TUTTA!

sabato 12 aprile 2008

COME AIUTARE LE NUTRIE (e gli altri Animali) IN DIFFICOLTA' (nelle trappole)

Cosa fare se si trova una Nutria (o qualunque altro Animale) intrappolato in una gabbia o in quelle stupide trappole che usano cacciatori e bracconieri (ovvero gli assassini)?
Ecco alcuni punti schematici che man mano potranno essere approfonditi grazie all'aiuto di tutti voi!

- Individuare la gabbia

- LIBERARE (ne avete tutto il diritto) l'animale ponendovi dietro di lui e aprendo lo sportello anteriore

- richiudere la gabbia

- se ci sono gabbie-trappola aperte avete TUTTO IL DIRITTO di disinnescarle ovvero di chiuderle manualmente o con qualche legno

- COSA FARE DELLA GABBIA? fatene quello che volete MA senza dare troppo nell'occhio, vi consiglio di chiamare la Protezione Animali o l'Ufficio Diritti Animali della vostra zona.

- in caso di dubbi non esitate a chiamare le associazioni ambientaliste, animaliste come:
LAC - http://www.abolizionecaccia.it/
ENPA - http://www.enpa.it/
WWF - http://www.wwf.it/
LAV - http://www.lav.it/
LIPU - http://www.lipu.it/
ANIMALISTI ITALIANI - http://www.animalisti.it/

Grazie a tutti per la collaborazione, la Natura ve ne sarà grata.

SI alla VITA, NO al Biocidio!

AGGIORNAMENTO:
L'articolo 1 della Carta Costituzionale dei Diritti degli Animali afferma:


"Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza".

Siccome vivere e' un atto di puro Amore, cosi' anche difendere le creature viventi rappresenta cio'. Il problema si ha quando si uccide solo per sport, per odio o per qualunque altro motivo fuorche' cibarsi. Da qui si deduce che i cacciatori (o chi per essi, come purtroppo alcune guardie ecologiche) sono dei veri e propri delinquenti e criminali da ostacolare con ogni mezzo (nei limiti della civilta').
per salvare la vita degli animali e' buona norma e lecito fare quanto segue:
- individuare, disinnescare e "far sparire" trappole, veleni, gabbie, esche o quant'altro.
- nel dubbio di come disinnescarle, esistono sempre i rimedi estremi.
- siccome le gabbie dovrebbero essere di proprieta' delle Province e' buona norma non prenderle (almeno quelle marcate) altrimenti sarebbe un furto punibile. Potete pero' sbizzarrirvi su come cambiare loro i connotati (sia delle gabbie che dei cacciatori). E' importante non farsi vedere alla luce del giorno, meglio chiamare le associazioni ambientaliste e animaliste. Di notte invece agire e' piu' semplice ma occorre tenere sempre gli occhi aperti.
- se vedete dei cacciatori, chiamare i Carabinieri o la Guardia Forestale.
- in presenza di cacciatori o battute di caccia fare piu' baccano possibile e quindi suonate il clacson, il campanello, urlate, giocate, cantate, applaudite, fate tutto cio' che possa arrecare disturbo in modo da allarmare gli animali e farli restare nelle loro tane il piu' possibile.
In questo modo si da l'opportunita' di salvare delle Vite e per questo, grazie a Dio, non esiste legge che tenga, perche' nessuno puo' denunciare nessuno per aver salvato delle vite, si cadrebbe nella vergogna e si creerebbe un precedente alquanto imbarazzante.
LO SCOPO DI QUESTI INTERVENTI E' QUELLO DI METTERSI UNA MANO SULLA COSCIENZA E AGIRE SECONDO IL BUON SENSO E CON AMORE VERSO LA NATURA.

giovedì 10 aprile 2008

Il caso Nutria: "Etica o Estetica"? - lettera tratta dal sito www.bairo.info

Egregi signori
Mass media e politici forse non sanno che i Parchi italiani guidati dai loro Centri di etica ambientale, abbattono, contengono, eradicano, in una parola, uccidono specie giudicate dannose perchè alloctone, aliene, esotiche.
Lo fanno con il parere dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica il quale però, mentre si pronuncia a favore dello sterminio della nutria, non altrettanto alacremente si pronuncia contro l'introduzione dei cinghiali dall'est Europa (anch'essi alloctoni) che procurano quell'inquinamento genetico proibito dalla legge 157.
Il Parco del Mincio e la Regione Lombardia promuovono, attuano e divulgano il loro piano di soppressione delle nutrie. ( link rimosso da me, scrivero' un articolo a riguardo. )
Gli eufemismi con cui si maschera la brutalità dell'uccisione di questi mammiferi sarebbero ridicoli se non fossero invece, per noi, tragici.
Si vuole estirpare un animale perchè ha avuto il torto di essere importato dall'America per essere trasformato in pelliccia.
Ha avuto il torto di non essere più richiesto sul mercato e quindi liberato da quegli stessi allevatori che, tanto incoscientemente, con l'approvazione di tutti, lo avevano italianizzato (prigioniero di gabbie, costretto a una breve e orrenda vita seguita da altrettanto spietata morte).
Tutto ciò viene chiamato etica anzichè convenienza.
Convenienza di coloro che indirizzano la Natura, che stabiliscono l'ordine a cui deve assoggettarsi e impongono le regole a cui deve soggiacere dopo che quelle sue proprie intrinseche sono state ampiamente stravolte e inquinate dagli interessi umani.
Intanto se la nutria ha occupato "con successo le nicchie ecologiche lasciate vuote da altri animali " come si dichiara sul sito del Parco, come si può contemporaneamente sostenere che abbia recato disturbo ecologico ad altri animali che non ci sono mai stati o non ci sono più, per esempio la lontra?
Si parla anche dei danni ai campi coltivati in prossimità dei fiumi. Ma quanto lontano dalla riva può spingersi un animale rigorosamente acquatico?
Certo si parla anche della "castagna d'acqua" che ha subìto una forte limitazione in quanto la nutria se ne ciba. Ma la castagna d'acqua occupa lo stesso piano nella piramide della vita? La sua sofferenza, la sua morte, può essere - dal punto di vista etico - paragonata a quella di un mammifero?
Inoltre, il Parco del Mincio, nell'elenco dei problemi per sostenere il suo progetto modello di contenimento, non tralascia di sottolineare quello dei "rischi di ordine sanitario". Argomento di grande impatto sull'opinione pubblica. Due righe dopo però, si precisa che "se si esclude la possibilità, non ancora dimostrata, di trasmissione di malattie, l'animale non è pericoloso per l'uomo".
Per contrasto, in un articolo de Il Tirreno 7 dicembre 2004 (?) si legge che "le nutrie sono tra i maggiori responsabili della diffusione della leptospirosi e della rabbia..." ma sul sito Parchi della Lombardia Parco Oglio sud la nutria è riabiltata in quanto a leptospirosi (di rabbia non se ne parla neppure): "rispetto alla leptospirosi si è forse ingigantito il problema, infatti le analisi effettuate finora, non hanno provato assolutamente nulla".
Le incertezze e le contraddizioni sono prevedibili perchè, essendo la nutria un animale proveniente da altro continente, non è disponbile e facilmente reperibile, una sufficiente quantità di notizie sulla sua etologia.
Se ne deduce che il modello di contenimento è basato sull'approssimazione.
Inoltre l' ignoranza dei mass media ha contribuito a rappresentare la nutria come un grosso ratto e non come un piccolo castoro quale è (myocastor coypus) e, anzichè contribuire alla sua conoscenza scientifica, l'ha connotata di quel significato negativo capace di scatenare pulsioni arcaiche e persecuzioni mentre, al contrario, l'opportunismo dei pellicciai l'aveva consacrata sul mercato con il termine di castorino.
Il cerchio si chiude. Povera nutria, la vogliono comunque morta, ognuno per una diversa ragione ma, per favore, non venga chiamata in causa l'etica! Semmai chiamiamo in causa l'estetica.
Dal novembre 1994 al luglio 2003 sono state abbattue 11337 nutrie nel Parco del Mincio dal Parco del Mincio (anche in quello dell'Oglio sud si applica lo stesso modello di contenimento) ma si dice che "i numeri riportati si riferiscono agli animali regolarmente raccolti e smaltiti secondo le norme di sicurezza veterinaria previste dalla legge; presumibilmente il numero di catture effettuate è superiore, forse anche di molto, per la difficoltà, nei primi tempi, di far comprendere ai collaboratori la necessità di un regolare smaltimento".Ma come vengono catturate e uccise le nutrie?
Vengono catturate con gabbie trappola metalliche provviste "di uno sportello basculante che si chiude quando l’animale, entrando, calpesta una piattaforma mobile. Per estrarre la Nutria, si aggancia all’apertura della trappola una piccola gabbietta metallica, dove l’animale viene facilmente trasferito. La gabbietta viene poi introdotta in un contenitore di alluminio, con una piccola quantità di cloroformio. Il potente anestetico provoca in pochi minuti, e senza alcuna sofferenza, la totale perdita di sensibilità dell’animale e, se l’esposizione si prolunga, la morte eutanasica. Per abbreviare i tempi di intervento solitamente si uccide la Nutria, ormai sotto anestesia, con un colpo alla nuca, nello stesso modo in cui normalmente vengono uccisi i conigli. La Nutria morta viene quindi estratta e chiusa ermeticamente in un sacchetto di politene pesante."
Mentre si ammazza con una morte "non violenta che può quindi essere attuata anche da persone particolarmente sensibili e in luoghi anche molto frequentati" alla nutria si deve il rispetto della maiuscola (Nutria).
Questo piano chiamato incruento ma in realtà violento, tanto più che la violenza non viene ritenuta tale ma investe il gesto indifferente dell'uomo che colpisce, a detta degli stessi organizzatori "risulta sicuramente oneroso" e allora ci chiediamo:
E' etico che un Parco preposto alla salvaguardia dell'ambiente naturale ormai intensamente trasformato dall'uomo (molte sono le specie aliene di flora e fauna) si comporti come uno sterminatore?
E' etico che un Parco possa uccidere animali per riparare danni commessi dagli uomini?
Non sarebbe invece etico predisporre piani diversi, nuovi, rispettosi (stagni, riserve particolari.....qualunque soluzione che studiosi sappiano e possano trovare usando inventiva e immaginazione)?
Non sarebbe etico spendere il denaro pubblico tenendo conto anche dei cittadini che respingono i metodi violenti e sono favorevoli al rispetto per ogni forma di vita?
Ci auguriamo una riflessione.
GRUPPO BAIRO Onlus www.bairo.info