venerdì 17 aprile 2009

06/04/2009: IL PRIMO COMPLEANNO DI WILLY il COYPU (nutria - Myocastor coypus)

Il giorno 06 aprile 2009 l'ormai famoso Coypu domestico Willy (Myocastor coypus) ha compiuto 1 anno ed è divenuto pertanto un esemplare adulto.
Ricordo che Willy venne salvato la notte del 6 aprile 2008 da A.Z., un mio amico, il quale vide una carcassa di nutria in mezzo alla strada. Si fermò per spostarla e arrivato sul posto vide che l'esemplare investito da una macchina era una femmina gravida che a causa della botta aveva partorito i suoi cuccioli. Solo uno era sopravvissuto a questo incidente e tale piccola creatura era intento a cercare il latte dove in realtà non vi era rimasto più nulla.
A.Z. prese uno strumento di fortuna, tagliò il cordone ombelicale e portò il cucciolo di Coypu in salvo, dando inizio così alle avventure e alle diverse vicissitudini di Willy, la prima e più famosa nutria domestica italiana.
Attualmente Willy vive a casa con me ed è la dimostrazione più evidente del reale carattere biologico e comportamentale delle nutrie.
E' molto interattivo, comunica con diverse vocalizzazioni, è curioso, obbedisce ai richiami ed è stato la fonte di tante conoscenze e avventure piacevoli.
Proprio ultimamente Willy è stato presentato a diverse persone durante un seminario riscuotendo tra il pubblico un enorme successo. Molta gente ancora non conosce la verità su questi splendidi animali ma una volta visti da vicino tutte le falsità raccontate da chi non ha competenze in materia crollano.
Chiunque voglia conoscere Willy può contattarci o iscriversi al suo fan club su facebook.
Ecco il regalo di compleanno che Willy ha ricevuto quella sera:


FIG. 1 - il regalo di compleanno per Willy

venerdì 3 aprile 2009

STORIE DI COYPU (NUTRIA) - Hastung

Inauguro oggi questa nuova rubrica che tratterà delle storie relative al rapporto uomo-Coypu.

Hastung è un Coypu (Myocastor coypus - erroneamente chiamato nutria) che circa 5 anni fa è stato comprato in un allevamento del Sudamerica da una persona, come tante, in quanto viene considerato - e a buona ragione in quelle zone - un animale da compagnia. In America appunto i Coypu sono considerati veri e propri animali domestici.
Si è adattato molto bene allo stile di vita del suo padrone. All'inizio viveva solo in una casa poi però tutta l'azienda è divenuta suo territorio grazie anche all'amore e alla simpatia che questo animale suscita. Oltre a ciò è di fondamentale importanza la maggior conoscenza che i popoli sudamericani hanno nei confronti di questo animale. Fortunatamente grazie a questo blog le vere informazioni relative alle nutrie si stanno divulgando, in quanto risultano essere attendibili ed affidabili anche e soprattutto in termini scientifici.
Hastung mi ricorda molto Willy, l'ormai più famosa nutria (Coypu) domestica italiana. Il modo in cui prende il cibo, il lasciarsi tenere in braccio e il modo buffo ma tenero e simpatico di vocalizzare sono la dimostrazione dell'affetto e della dolcezza che sanno trasmettere questi animali.
Ho potuto vedere alcuni video divertenti di Hastung, ognuno dei quali si aggiunge alla mole di prove e dati che affermano la nutria essere un animale del tutto socievole e per nulla aggressivo. In questo video che vi propongo è possibile notare ulteriormente come si comporta anche con altri animali tra cui un cane.
Il cane e la nutria si guardano, mentre il primo sembra essere molto curioso, il Coypu è più intento a bere l'acqua e a capire chi ha di fronte. Poco dopo il cane abbaia e di istinto Hastung cerca di difendersi provando la tattica del più forte. Tale strategia prevede come prima mossa quella di avanzare verso l'avversario con fare "minaccioso" con il solo intento di spaventare "l'intruso" in modo da poter scappare e salvarsi la vita. Difatti subito dopo, il Coypu si gira, indietreggia verso un riparo mentre il cane si avvicina ulteriormente minando l'incolumità di Hastung. Il Coypu, siccome la prima tattica non ha funzionato, prova con il piano B ovvero cerca di nascondersi sotto un riparo dove il cane a causa della sua taglia non potrà raggiungerlo.
Il cane annusa e il Coypu, approfittando della distrazione del canide, tenta un secondo "agguato di sopravvivenza" riuscendo nel suo intento: spaventare l'intruso e riappropriarsi della sua acqua!

sabato 28 marzo 2009

Eradicazione delle Nutrie: inutile, dannosa e dispendiosa

Pubblichiamo un articolo della collega biologa che gestisce il sito http://www.felinesoul.net :


FIG. 1 - Coypu (Myocastor coypus)

L'areale originario della Nutria si estende dal Brasile, Bolivia e Paraguay fino alle zone più meridionali del Sud America (Argentina e Cile). A seguito di introduzioni per la produzione commerciale delle pellicce la specie risulta attualmente naturalizzata in diversi paesi del Nord America, Asia, Africa ed Europa.

Allo stato attuale delle conoscenze i tentativi di eradicazione di popolazioni di Nutria nei paesi ove la specie è stata introdotta si sono rivelati infruttuosi. L’unica eccezione è rappresentata dalla Gran Bretagna dove, dopo una campagna di controllo numerico mediante trappolaggio durata diversi anni, si è arrivati, alla pressoché completa eliminazione della specie (Cocchi e Riga 2001). Tuttavia l’eradicazione della Nutria in Gran Bretagna sarebbe stata coronata da successo solo perché favorita da inverni particolarmente rigidi. La scomparsa della Nutria in Gran Bretagna sarebbe quindi da imputare più a fattori climatici che all’intervento umano, che può aver al più accelerato un processo naturale già in atto (Gosling e Baker, 1989). In Francia, nonostante il notevole sforzo intrapreso, non si sono ottenuti risultati analoghi. Le campagne di limitazione numerica condotte in alcuni comprensori mediante la somministrazione “controllata” di rodenticidi non sembrano aver sortito risultati definitivi. Il calo numerico della popolazione ottenuto con le campagne di controllo, supportato dalle gelate invernali e dalle alluvioni che hanno contribuito alla riduzione degli effettivi per morte e per dispersione, è stato ampiamente compensato da fenomeni d’immigrazione da aree limitrofe. Ciò ha riportato le consistenze su densità simili a quelle precedenti l’attuazione degli interventi. A titolo indicativo si consideri come, in assenza di fattori climatici estremi, una popolazione sottoposta a questo genere di campagne di controllo diretto possa recuperare le densità originarie in meno di un anno (Micol, 1990). In Italia si è tentato più volte di arginare la numerosità della Nutria tramite interventi di abbattimento con scarsi risultati (Velatta e Ragni 1991, Velatta 1994, Tocchetto 1997).

In una revisione critica circa le condizioni necessarie affinché l’eradicazione di specie introdotte possa sortire esiti positivi, Bomford e O’Brien (1995) individuano sei requisiti che occorre si realizzino contemporaneamente.

Questi sono:

1) un tasso di rimozione maggiore dell’incremento naturale della popolazione;

2) la mancanza di fenomeni d’immigrazione;

3) tutti gli animali riproduttivi devono essere potenzialmente catturabili;

4) contattabilità degli animali anche a basse densità;

5) analisi costi-benefici favorevole all’eradicazione;

6) un adeguato consenso socio-politico. La contemporanea presenza di tutte le condizioni sopra evidenziate si verifica in un limitatissimo numero di casi. Ciò spiega il perché di tanti fallimenti.

Al fine di ovviare almeno parzialmente a problemi contingenti di danno si ricorre spesso ad azioni locali di controllo numerico tramite abbattimento. Questi interventi di rimozione parziale rischiano tuttavia di destrutturare le popolazioni inducendo sostanziali alterazioni a livello demografico (classi d’età più giovani, cattura selettiva a favore dei maschi) creando le condizioni per un successivo incremento della capacità di crescita delle popolazioni (reclutamento ed immigrazione). Bisogna altresì tenere conto del notevole disturbo che tali pratiche arrecano alla fauna locale, soprattutto qualora si agisca nell’ambito di aree protette o parchi. In questo senso tali azioni appaiono tutt’altro che risolutive rischiando, in una prospettiva di medio termine, di creare più problemi di quanti ne risolvano e fungere da volano biologico all’incremento del tasso di crescita delle popolazioni (Cocchi e Riga 2001).

Bibliografia

Bomford M., P. O’Brien, 1995 - Eradication or control for vertebrate pests? Wildlife Society Bulletin 1995, 23 (2): 249-255.

Cocchi R. e F. Riga, 2001 - Linee guida per il controllo della Nutria (Myocastor coypus). Quad. Cons. Natura, 5, Min. Ambiente - Ist. Naz. Fauna Selvatica.

GOSLING L. M., S. J. BAKER, 1989 - The eradication of muskrats and coypus from Britain. Biol. Journ. Limnean Society, 38: 39-51.

VELATTA F., 1994 - Risultati della campagna sperimentale di controllo della popolazione di Nutria del Lago Trasimeno. Corso di gestione della fauna selvatica in aree ad elevata vocazione faunistica. Ozzano dell’Emilia, 23-27 maggio 1994.

domenica 22 marzo 2009

LEPTOSPIROSI e NUTRIE: UN'ANALISI CRITICA, BIOLOGICA e SCIENTIFICA

La Leptospirosi è una patologia causata dalla specie spirocheta Leptospira. Esistono circa 230 specie patogene e 60 non patogene. La Leptospirosi si sviluppa in molti animali selvatici e domestici. Alcuni animali sono portatori (e vettori) ed eliminano l'agente patogeno con le urine, altri animali invece presentano un decorso letale.
Le infezioni accidentali in specie non serbatoio possono dar luogo ad episodi clinici anche gravi, ma non evolvono mai nello stato di portatore e di regola non danno luogo a catene infettive autonome. L’uomo si configura come ospite accidentale.
Di seguito verranno elencati schemi utili con le principali informazioni sulla leptospirosi:

CONTAGIO
- diretto: ingestione di urine e tessuti di animali infetti (carni poco cotte per esempio), contatto di tessuti o liquidi infetti con cute solo se abrasa.
- indiretto: contatto con leptospire diffuse nell'ambiente (quindi già presenti indipendentemente dai vettori e di conseguenza dalla presenza della Nutrie).

CONDIZIONI NECESSARIE AL CONTAGIO
- solo soggetti anziani, malati o con sistema immunitario debole possono presentare dei rischi.
- solo le sierovarianti patologiche sono causa della malattia.
- solo i contagi diretti presentano una maggior probabilità di aver contratto il batterio.

DIAGNOSI
- il 90% dei soggetti colpiti può sviluppare una lieve malattia.
- identificazione tramite impregnazione argentica, esame delle colture e PCR.

EPIDEMIOLOGIA
- la malattia colpisce moltissime specie di mammiferi sia domestici che selvatici, è quindi impossibile individuare a priori e senza uno studio approfondito i serbatoi del batterio.
- tra gli animali domestici che vengono colpiti e che possono essere portatori di questa patologia ci sono i CANI, GATTI, BOVINI, SUINI, EQUINI. Non a caso la leptospirosi è una malattia professionale che colpisce soprattutto gli agricolotori, gli allevatori e gli operai che lavorano nella macellazione.
- la leptospirosi è una malattia diffusa in tutto il mondo in aree urbane e rurali.

PORTATORI o VETTORI PRIMARI
- ratti, cani, procioni, topolini dei campi.

PORTATORI OCCASIONALI o VETTORI SECONDARI (meno importanti)
- roditori selvatici (Nutrie, scoiattoli), cervi, opossum, volpi, mammiferi marini.

Un serbatoio di infezione molto vicino all' uomo può essere sovente il cane. Quest' ultimo può contagiarsi per ingestione delle urine di ratto infetto con il leccamento di queste. Le urine di ratto infatti possono ricordare l'odore di quelle delle cagne in calore.

DATI DI LETTERATURA SCIENTIFICA
Gli allarmismi diffusi periodicamente li additano come diffusori di zoonosi e tra esse della Leptospirosi. Analisi mirate effettuate in questi anni presso gli Istituti di Zooprofilassi su carcasse di Nutrie provenienti da uccisioni programmate o da investimento stradale hanno fatto emergere dati inequivocabili: la frequenza di positività sierodiagnostica alle diverse forme di Leptospire è risultata bassa e paragonabile a quella normalmente riscontrata in altri animali selvatici presenti negli stessi ambienti, ma certamente inferiore a quella dei più comuni e ubiquisti ratti di chiavica. Il presupposto serbatoio epidemico delle Nutrie quali vettori di forme microbiche d'importanza zoonotica è comunque risibile di fronte a quello provocato volontariamente con l'introduzione a fini cinegetici di Lepri , Silvilaghi e Cinghiali (dati diffusi annualmente dalla sezione europea della WDA - Wildlife Disease Association). Introduzioni fermamente volute dalle associazioni venatorie e patrocinate dalle Province e che si rivelano estremamente rischiose per la sopravvivenza dei Leporidi e Ungulati autoctoni, oltre che per gli allevamenti di conigli e suini. (ODV, 1997; Wildlife Disease Association, 1998; Scaravelli & Martignoni, 2000; IZP Brescia, 2000).

Tratto dal sito del Ministero dell'Ambiente: si è ipotizzato che la specie possa rappresentare un rischio di natura igienico-sanitaria conseguente alla riscontrata positività di alcuni esemplari alla leptospirosi, tuttavia il suo ruolo epidemiologico quale diffusore ambientale dell'infezione risulta solo secondario ed occasionale.

Altri studi (anche molto recenti) eseguiti in diverse zone in Italia hanno dimostrato che non sussiste alcun pericolo sanitario che imputi la Nutria come unico o principale resposabile nella diffusione della leptospirosi. Le analisi che vengono eseguite si basano per lo più sulla sola presenza di anticorpi contro la leptospira il che non significa che l'animale in esame sia affetivamente un portatore. Solo in una scarsissima percentuale di nutrie (appartenenti ad un certo gruppo) è stato possibile isolare un ceppo di spirochete.
Va ricordato inoltre che per una analisi corretta e preattamente scientifica, non ha senso effettuare tali misurazioni su campioni di Nutrie che vivono nei pressi di allevamenti di animali domestici in quanto è palese la presenza di leptospirosi.

Referenze:
- http://www.izsvenezie.it/dnn/Areetematiche/Zoonosi/Leptospirosi/tabid/347/Default.aspx
- http://www.antropozoonosi.it/Malattie/Leptospirosi%20def/Leptospirosi.htm
- Manuale MERK per la salute
- http://www.centrostudiarcadia.it/Myocastor%20coypus.htm
- http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=904

venerdì 13 marzo 2009

NUTRIE IN GIARDINO: COSA FARE

A qualcuno forse sarà capitato di vedere una Nutria in un giardino pubblico o privato e, non sapendo di che animale si tratti, si sia domandato: "cosa posso fare"?

Ebbene, se l'animale in questione è un Coypu (Myocastor coypus) - o nutria - non c'è nulla da temere.

Prima di tutto bisogna sapere che la Nutria:
1) è un CASTORO SUDAMERICANO (Roditore, prettamente vegetariano),
2) è docile e mansueto ma anche curioso e timoroso, NON è aggressivo e NON attacca (è una preda e in condizioni normali tende sempre a scappare; solo se molestato o impaurito tende a difendersi come ogni altro animale),
3) NON è portatore di malattie (può rappresentare tutto al più un vettore secondario ma solo in determinati casi, di conseguenza, anche a detta degli Istituti Zooprofilattici, non esistono pericoli igienici o sanitari derivanti dalla presenza delle Nutrie, anzi, sono animali molto puliti),
4) è una creatura vivente e come tutti gode del diritto all'esistenza (va ricordato che è stata importata dall'uomo e tutt'ora vi sono individui che allevano illegalmente nutrie per introdurle illecitamente a scopo venatorio).

Appurato ciò, per sapere se l'animale che si ha di fronte è davvero un Coypu, consiglio di scattare qualche foto e inviarle al sottoscritto tramite i contatti presenti in questo blog.
Una volta accertato che si tratta di un Coypu:
- avvisare gli Uffici Diritti Animali della zona o gli Uffici Ecologia del proprio Comune,
- avvisare associazioni animaliste e ambientaliste come LAV, LAC e altre locali,
- contattate il sottoscritto per eventuali consigli.

Infine, fermatevi un attimo e osservate questo dolcissimo roditore: è da circa 30 milioni di anni che vive sul Pianeta Terra ed è un'emozione poterlo vedere vivere tranquillamente "pascolando" nel giardino di casa o nuotanto in un corso d'acqua. Contemplare la vita aiuta a vivere meglio.
E' di gran lunga preferibile qualche filo d'erba in meno (che poi ricresce) piuttosto che aria, terra e acqua inquinata dalle attività umane.


FIG. 1 - Coypu (Nutria) in braccio ad una persona. Dimostrazione della affettuosità e dolcezza di questi animali

venerdì 6 marzo 2009

LETTERATURA SCIENTIFICA: SERIETA', COMPETENZA E AFFIDABILITA' DEL BLOG SULLA NUTRIA

A breve saranno pubblicati alcuni estratti di articoli scientifici che riguardano le vere informazioni relative al Coypu (Nutria) dalle quali il qui presente blog trae spunto.
Il blog "La Nutria - Myocastor coypus" si basa su fonti e riferimenti bibliografici seri e di stampo rigorosamente scientifico. Si avvvale inoltre del metodo empirico ed è super-partes nella discussione del fenomeno Nutrie.
Torno a ricordare che in questa sede vengono fornite solo informazioni veritiere su questo roditore e vengono smascherate e ribatture tutte le disinformazioni scritte o dette su giornali e tv. Spesso gli articoli sono scritti per essere facilmente compresi dal grande pubblico in quanto gli scopi del blog sono proprio volti alla divulgazione scientifica, alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica, allo studio e ricerca di questo affascinante animale.
Verranno oltremodo citati e approfonditi alcuni aspetti relativi al controllo dell'attività del Coypu (Nutria) nei riguardi dell'ambiente.
Il curatore del blog, biologo, è in possesso di diversi articoli scientifici redatti sulla base di ricerche serie e competenti. Tutto ciò qui pubblicato si basa quindi su prove sia ufficiali del mondo accademico che empiriche sull'osservazione diretta. Essendo indagini eco-etologiche hanno pertanto un importante valore sia culturale che scientifico.

venerdì 27 febbraio 2009

Il Coypu o nutria: chi è e perchè è qui

In questo articolo molto breve vorrei illustrare in maniera del tutto semplice la panoramica del reale fenomeno Nutrie. NON CREDETE AI GIORNALI, ALLE TV O AI SITI E FORUM VENATORI E DI PARTE, SONO IN MALAFEDE E ALTAMENTE DISINFORMATIVI! Qui vengono esposte in maniera affidabile e scientifica le vere informazioni su questo Roditore. Per approfondimenti potete consultare il qui presente blog.

Esiste un animale che appartiene all'ordine dei Roditori, originario del Sud America e che ha fatto la sua comparsa sul nostro pianeta nell'Oligocene (circa 30 milioni di anni fa). Il suo nome è Coypu, meglio conosciuto come castorino o Nutria.
Molti di noi lo hanno visto nuotare per le rogge o i fontanili della pianura padana o mangiare sulle rive degli argini dei corsi d'acqua ma non solo.
Tante sono le voci che circondano questo animale ma prima di lasciarsi trasportare dai pregiudizi, sempre infondati, è buona norma conoscere la reale entità del fenomeno in questione. Iniziando dalla sua storia.
La Nutria è stata importata in Italia alla fine degli anni '20 per produrre le famose pellicce di castorino e il primo allevamento si trovava in Piemonte. Nel secondo dopoguerra, a fronte di una crisi che colpì proprio il business di queste pellicce, i piccoli imprenditori per evitare i costi di abbattimento degli animali, decisero di liberare intenzionalmente le nutrie e il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Spesso si leggono notizie che parlano di fantomatici danni causati dalle nutrie; ebbene, qualcuno si è mai chiesto se è davvero così? In questi casi è sempre buona norma non dare mai nulla per scontato.
A questo punto una premessa è d'obbligo: le condizioni idrogeologiche dei suoli planiziali come i nostri sono alquanto particolari. Si tratta di terreni alluvionali composti da materiale facilmente malleabile e duttile, adatto a diverse coltivazioni.
Si imputano alle Nutrie i danni alle sponde e agli argini dei corsi d'acqua ma in realtà l'attività di scavo di questo Roditore è solo una concausa. Infatti è stata la non curanza dell'Uomo a importare nel nostro Paese degli animali alloctoni che non sarebbero mai dovuti stare qui.
Certo, nei casi in cui il numero di esemplari è elevato si possono avere danni ad alcuni punti degli argini e/o a qualche porzione di raccolto, ma il numero deve essere davvero consistente. Ciò non significa comunque che dappertutto vi siano questi danni anzi, proprio a causa della capacità di autoregolazione delle nutrie, spesso gli eventuali danni sono molto più contenuti di quanto si creda.


FIG. 1 - Cuccioli di Coypu presso un parco pubblico

La Nutria (Coypu) è un Roditore prettamente vegetariano, timoroso e docile. Solo se provocato può assumere atteggiamenti di difesa ma questo è un comportamento normale adottato da ogni animale. Spesso la gente interpreta erroneamente alcuni aspetti etologici perché non conosce il soggetto o perché è stata indotta ad aver paura di un semplice castoro (sudamericano). I motivi di tali disinformazioni si possono trovare nei business che ancora esistono nei confronti di questi animali.
Da un punto di vista ecologico la Nutria vive in armonia con l'avifauna locale (Gallinelle d'acqua, Germani reali, Oche cignoidi, etc.), se il suo equilibrio non viene destabilizzato il Coypu è in grado di autoregolarsi e quindi l'ambiente non risente di particolari problemi. La Nutria inoltre presenta un periodo di gestazione piuttosto lungo per essere un roditore: circa 130 giorni. Di conseguenza è stato calcolato che in buone condizioni una Nutria potrebbe essere in grado di partorire 2.7 volte in un anno. Le cucciolate sono mediamente costituite da 4-6 cuccioli a seconda però della disponibilità delle risorse trofiche.
Nonostante le Nutrie siano animali alloctoni, si sono adattati molto bene ai nostri ambienti tanto che per la legge 157/92 questi roditori non sono specie cacciabile e sono considerati animali naturalizzati.
I nemici naturali dei Coypu, soprattutto dei cuccioli, sono molteplici e tra di essi si annoverano lupi, volpi, mustelidi, gatti selvatici, uccelli rapaci e ciconiformi, pesci come il luccio e il siluro (quest'ultimo alloctono). Il freddo può costituire un pericolo mortale per le Nutrie.
Da un punto di vista igienico sanitario infine, la Nutria, salvo casi particolari, non rappresenta alcun genere di pericolo e ciò è dimostrato dalle analisi effettuate dagli Istituti Zooprofilattici.
Non è giusto che siano gli animali a pagare con la vita gli errori degli uomini ed è importante che ognuno possa prendere coscienza di questo in modo da optare per soluzioni eticamente e scientificamente efficaci e biocompatibili. L'uomo arreca danni di gran lunga superiori all'ambiente e ai suoi simili.