giovedì 24 dicembre 2009
AUGURI DI BUONE FESTE
giovedì 10 dicembre 2009
VANTAGGI E BENEFICI DELLA NUTRIA (Coypu - Myocastor coypus)
Il Coypu o Nutria (Myocastor coypus) è un roditore vegetariano che è stato importato dal Sud America per farne pellicce...ma non solo!
In Sud America ma anche in Europa la caccia alla Nutria è vietata perchè il Coypu è un animale che svolge un ruolo molto importante negli ecosistemi in cui vive e pertanto è fondamentale preservarne le caratteristiche di variabilità genetica.
La Nutria viene quindi impiegata anche nella gestione e nella bonifica di paludi e acquitrini perchè grazie alla loro alimentazione vegetariana sono in grado di tenere sotto controllo le popolazioni di piante acquatiche e permettere agli stagni, paludi, fontanili e altri corpi idrici di sopravvivere e di favorire così la vita dei pesci, dei gasteropodi e delle altre piante acquatiche.
La stessa funzione viene svolta per liberare appezzamenti di terreno e strade dalle erbe infestanti. La loro opera di scavo per cercare le radici inoltre (come fanno i lagomorfi) è utile per areare il terreno e permettere la colonizzazione di altri vegetali. Quest'ultima funzione viene anche favorita dalle feci di questi animali perchè in quanto vegetariani, i semi presenti in esse e le parti di piante lasciate cadere dalla Nutria mentre mangia, hanno modo di colonizzare nuovi ambienti e di espandersi.
Siccome le Nutrie occupano nicchie ecologiche prossime ad altri roditori - in primis topi e ratti - la loro presenza in un determinato ambiente, oltre ad essere indice di un buono stato, consente di tenere sotto controllo il numero di questi altri piccoli roditori e quindi svolgono un ruolo nel mantenimento di un equilibrio igienico-sanitario stabile (salvo eccezioni).
Un'altra importante funzione da non sottovalutare è l'ottimo equilibrio che si crea molto spesso tra Nutrie e fauna locale (avifauna soprattutto), in particolare per quanto concerne la distribuzione e la gestione delle risorse trofiche. In ambienti come parchi urbani, oasi naturali e simili, la presenza di Nutrie rende più vivo e magico l'ambiente e le persone - soprattutto i bambini - rimangono sempre affascinati da questi splendidi e innocui roditori.
Ad esempio in luoghi come fontanili e parchi, dove la gente spesso esagera nel buttare il cibo agli animali, le Nutrie svolgono un ruolo di "spazzini" molto utile perchè un surplus di pane e altri alimenti creano squilibri faunistici e ambientali spesso disastrosi mentre i Coypu sono animali che si autoregolano. Naturalmente per gestire meglio il tutto occorre il solito buon senso delle persone che spesso è molto raro da trovare.
Da alcuni anni quindi (salvo casi particolari) la Nutria o Castorino è a tutti gli effetti fauna selvatica italiana proprio perchè vi sono prove e dimostrazioni che la nicchia occupata dalla Nutria è perfettamente integrata nei nostri ecosistemi.
lunedì 30 novembre 2009
RAZZE E COLORI DELLE NUTRIE
Non tutti sanno che il vero nome della nutria è Coypu (Myocastor coypus) o Castorino e non tutti si ricordano che proprio la famosa pelliccia di "castorino" è stata fatta allevando le nutrie. Fintanto che il business andava a gonfie vele si è utilizzato il nome di castorino, una volta fallito invece il nome si è magicamente tramutato in nutria. Sostantivo che come spiegato in precedenza significa Lontra (Lutra lutra) ma è usato anche per indicare il sottopelo dell'animale. In attesa di ulteriori e interessanti approfondimenti su questo aspetto della nutria, vorrei rendere partecipe il pubblico sul fatto che esistono ben 200 varietà circa di colore di nutrie che sono state selezionate apposta per farne pelliccie. Qui di seguito ne elenco solo alcune che possono essere osservate anche nel nostro Paese.
1) oro-marrone
2) bruno
3) nero
4) ambra-oro
5) bianco albino
6) mosaico
7) bluastro
8) pastello
9) acciaio-oro
10) groenlandia chiaro
11) groenlandia scuro
12) perla
I tipi 1 - 2 - 5 - 10 sono tra le razze più facilmente osservabili in natura dalle nostre parti mentre il tipo 1 è il vero colore del Coypu importato dal Sudamerica.
Ringrazio per le foto il sito http://nutrie.eu
domenica 22 novembre 2009
CONVEGNI, SEMINARI E CONFERENZE SULLA NUTRIA
La nuova Associazione MIFA è lieta di annunciare la disponibilità, da parte del biologo esperto di Nutrie Samuele Venturini, di tenere corsi, convegni, conferenze e seminari per divulgare le vere informazioni scientifiche relative a questo roditore e proporre progetti e metodi ecologichi funzionanti per una corretta ed efficace gestione faunistica di questi meravigliosi animali.
Proprio il giorno 14 novembre 2009 in occasione della manifestazione intitolata “incontro con gli animali esotici e la fauna selvatica” (organizzato con il patrocinio del Comune di Buccinasco e con la collaborazione delle Associazioni Banca del Tempo e dei Saperi, Tom & Jerry, MIFA) nel Comune di Buccinasco è stata tenuta la prima conferenza di questo tipo ed è stata un successo. La popolazione è intervenuta con domande molto attente e mirate e l’esito è stato veramente positivo.
Il sottoscritto si propone di collaborare con le varie Amministrazioni Comunali italiane e le Associazioni che fossero interessate ad approfondire questa tematica.
Per informazioni, appuntamenti e dettagli si prega di rivolgersi alla mail presente nel menù “contatti”.
domenica 15 novembre 2009
IMPORTANTE AGGIORNAMENTO IUCN: LA NUTRIA NON E' PIU' CONSIDERATA "PEST"
Salvo casi particolari la Nutria da alcuni anni è infatti fauna naturalizzata e vive in armonia con la natura e la fauna locale.
sabato 17 ottobre 2009
E' DIMOSTRATO: LA NUTRIA NON ARRECA DANNI ALL'AGRICOLTURA
1) danni alle colture
2) danni agli argini
Analizziamo ora i dati che scagionano la nutria da queste infamanti e pretestuose accuse.
1) LE NUTRIE E L'AGRICOLTURA
In alcuni Comuni del Parco Agricolo Sud Milano (e non solo) sono state eseguite osservazioni sul campo per constatare gli effetti della presenza delle nutrie sulle principali pratiche agricole.
Anche se lo studio è iniziato da alcuni anni, dedicherò la mia attenzione agli utlimi 2 anni sia perchè sono i più recenti sia perchè secondo le solite fonti disinformative il fenomeno nutrie è in continuo aumento, ma questo ultimo punto lo spiegheremo più tardi.
Mais, frumento, grano, riso, marcite, foraggi, soia sono solo alcune delle colture poste sotto esame da questo studio, eseguito appunto su Comuni con una forte presenza di nutrie fin dagli anni passati (almeno 10 - 15 anni fa). Ogni anno le aziende agricole procedono con la semina, la concimazione, l'irrigazione, le pratiche per il mantenimento fino ad arrivare al raccolto. Ebbene, ad ogni termine di questo ciclo agricolo si assiste ad un raccolto che è prossimo almeno al 98% circa di quanto seminato.
In agricoltura è impossibile avere il 100% del raccolto in termini numerici ed è anche errato fissarsi su questa mentalità. Se l'immaginario collettivo pensa che da un seme seminato corrisponde una piantina è in errore. Non si tratta mai di rapporto 1:1 perchè, prendendo ad esempio il mais, da 1 seme di ricava una pannocchia con (per semplicità ma sono molti di più) 50 semi! Un rapporto di 1:50. Il raccolto sarà quindi sempre in positivo, salvo naturalmente incidenti o catastrofi naturali.
Durante la semina, fin dai tempi più antichi, gli uomini e in particolare i contadini (quelli veri che amano la Natura, oggi ormai sempre più rari perchè accecati dal denaro) hanno sempre convissuto con gli uccelli che si cibavano delle sementi ma nonostante questo - che si ripete tutt'oggi - i raccolti sono sempre disponibili.
Anche quest'anno appunto su estesi campi coltivati, il raccolto è stato abbondante e le eventuali perdite rientrano nel normale bilancio. Queste perdite sono causate sia dalla tecnica adottata (fattori interni) che da fattori esterni. Per i primi cito solo un fatto esemplare: durante la semina, quasi tutte le piantine presenti ai bordi esterni del campo hanno difficoltà a crescere e a produrre il raccolto perchè sono molto esposte alle intemperie, ad una cattiva esposizione, all'inquinamento delle auto che passano vicino etc. Questo gli agricoltori lo sanno e lo prendono sempre in considerazione e rientra in quel 2% di "perdite" che è indicato sopra.
In quel 2% circa di "perdite" sono incluse le attività degli animali, inevitabili per ovvi motivi:
- l'uomo ha disturbato l'ambiente in cui essi vivono
- le colture sono mangiate anche dagli animali che a loro volta (tutti) aiutano l'ecosistema a non collassare.
Esattamente: la fauna selvatica (sia essa autoctona che alloctona) è di fondamentale importanza perchè grazie ad essa gli sconvolgimenti umani dettati appunto dall'attività antropica, possono essere compensati e ridimensionati. Ricordo che l'agricoltura intensiva e gli allevamenti sono la causa principale dei dissesti idrogeologici e dell'inquinamento idrico e atmosferico. Ciò non viene detto solo perchè potrebbe destabilizzare il sistema in cui oggi viviamo ma la realtà è proprio questa e in Rete si trovano studi mirati che dimostrano ciò.
Nel caso particolare, le nutrie se non hanno a disposizione della vegetazione spontanea (erba, prati incolti, etc.) possono in casi di necessità cibarsi delle piante coltivate presenti vicino all'acqua, raramente di addentrano. Questo però non vale solo per le nutrie ma per tutti quegli animali che vivono in campagna, dagli uccelli ai mustelidi, dagli insetti ai conigli. Anche l'uomo fa la sua parte difatti sono stati ripresi furti di pannocchie di mais da alcune persone.
Concludendo, anche secondo uno studio della Regione Lombardia non esiste nessuna correlazione tra i castorini e le spesso gonfiate perdite agricole. Gli unici effetti che gli animali possono causare all'agricoltura consistono in un'effettiva alimentazione delle suddetto colture ma questo avviene solo in particolarissime circostanze. Un caso su tutti e che riguarda le nutrie è la presenza in passato (ma non è detto che sia anche attuale) di allevamenti di castorini e le pratiche insensate di abbattimenti con gabbie e armi da fuoco. Oltretutto l'immissione di fauna per fini venatori crea davvero perdite ai raccolti e squilibri ambientali. La responsabilità quindi, ad essere onesti con la propria coscienza, è sempre dell'uomo e dei suoi interessi meramente economici.
2) LE NUTRIE E GLI ARGINI
Le nutrie scavano tane anche negli argini, questo è risaputo e l'ho sempre spiegato. Ma nessuna nutria ha mai causato i disastri che crea l'uomo. A parte questa piccola parentesi doverosa, le tane delle nutrie possono essere anche ricavate tra la vegetazione del sottobosco e a seconda dell'argine le tane variano di lunghezza. In alcuni casi non si parla di "cunicoli" ma di conche perchè alla nutria basta solo uno spazio di terra per ricavarsi un posto dove ripararsi e vivere pacificamente. Durante le osservazioni di questi anni si sono notate dei piccoli cedimenti di argine che hanno provocato la fuoriuscita di acqua da un campo di riso alla roggia sottostante MA nonostante questo il "danno" è stato comunque molto relativo perchè la produzione e il raccolto sono stati ottimi. Spesso inoltre per riparare questi inconvenienti è sufficiente coprire con della terra il buco ma tale operazione avrà solo una durata limitata. Le fuoriuscite di acqua però avvengono prevalentemente dove gli argini sono "nudi", privi cioè di vegetazione. E' risaputo infatti che le radici delle piante svolgono una funzione di consolidamento degli argini e infatti la piantumazione di questi ultimi è una tecnica a favore della stabilità delle opere idriche. Dove vi è vegetazione e vi sono le nutrie e le loro tane, gli argini sono solidi e non si sono mai avute perdite di alcun tipo.
Tra l'altro non sono solo le nutrie a scavare tane negli argini, anche molti altri roditori lo fanno così come mustelidi, lagomorfi, rettili, invertebrati, altri mammiferi etc. Da testimonianze sia dirette che indirette, l'instabilità degli argini è causata proprio dai mezzi agricoli sia perchè la terra crolla sotto il loro peso sia perchè le pratiche agricole prevedono l'uso a volte massiccio di diserbanti. Questi percolano poi nel terreno e con le piogge stagionali, avendo i nostri suoli delle caratteristiche idrogeologiche precarie, gli smottamenti sono all'ordine del giorno. Oltretutto i cacciatori nella stagione venatoria camminano sugli argini facendoli anche crollare. E' facile poi dare la colpa agli animali!
Esistono molti modi per prevenire questi "danni" e come scriverò in un articolo più avanti, tali opere si basano sull'impiego di ingegneria ambientale e metodi ecologici.
FIG. 4 - Argini nel Sud-Ovest Milanese con presenza di nutrie (e altri animali). Attenzione, non vanno confuse le tane degli animali con gli anfratti naturali creati dall'erosione (naturale) dell'acqua.
Come si può notare le Nutrie sono INNOCENTI e non arrecano alcun danno all'agricoltura, anzi degi studi in corso stanno proprio rivalutando questa considerazione sotto aspetti positivi.
Questo studio procederà e sarà soggetto ad aggiornamenti in bae alle nuove scoperte e risultati raggiunti.
domenica 4 ottobre 2009
SULL'ALIMENTAZIONE E SULLA CONVIVENZA CON L'AVIFAUNA DELLA NUTRIA
Ma andiamo con ordine: la nutria è un roditore prettamente vegetariano, si ciba quindi solo ed esclusivamente di vegetali, ortaggi, frutta, verdura e farinacei. Tutto al più potrebbe occasionalmente cibarsi dei molluschi per il semplice fatto che questi invertebrati sono costituiti come una noce: il guscio con all'interno il "seme" (l'animale in questo caso). L'azione corrisponde esattamente all'apertura di un guscio in entrambi i casi. C'è da dire inoltre che spesso le nutrie mangiano molluschi alloctoni (portati dall'uomo) ma questo è in fase di studio.
Un'altra osservazione che invece ho documentato recentemente è stata che la nutria si ciba anche della Robinia pseudoacacia, una pianta alloctona importata dall'uomo anni fa e ora diffusa in tantissime zone.
Per quanto riguarda l'alimentazione, è comprovato che l'anatomia e la fisiologia degli organi interni digestivi e dell'apparato boccale sono a tutti gli effetti quelli di un CASTORO e soprattutto di un erbivoro.
Certo, se una persona mette vicino ad una nutria una carcassa di un animale, è ovvio che provi ad assaggiarla ma questo dimostra ancor di più due cose:
1) la nutria è vegetariana perchè non è un predatore in quanto non va a caccia ad uccidere animali;
2) in natura la Nutria è prettamente vegetariana ma l'uomo interviene creando squilibri, immettendo cioè alimenti che non sono pertinenti con l'alimentazione vera di questi castori sudamericani, oltretutto se non fosse vegetariana non mangerebbero le colture agricole! E qui i disinformatori si sono tirati la zappa sui piedi!
Mi è stato detto anche che la nutria ha ucciso dei gatti e che attacca le gallinelle d'acqua. Anche qui risulta essere TUTTO FALSO, sia perchè chi dice queste cose non ha le prove ma parla solo per sentito dire, sia perchè è scientificamente provato che ciò non avviene! Difatti i roditori come le nutrie e i castorini non hanno lo scheletro adatto e le articolazioni giuste per mordere altri animali, inoltre quasi sempre la moria di altri animali è da imputarsi all'uomo e vi illustro un tipico esempio sconcertante.
Alcuni giorni fa ho sentito una voce dire che le nutrie avevano attaccato delle gallinelle d'acqua quando, dopo alcune indagini, ho scoperto dal proprietario di un laghetto in cui vivono questi animali, che non sono state le nutrie bensì dei ragazzi che si "divertono" a tirare i sassi agli uccelli (gallinelle d'acqua in questo caso) e che per ripararsi salivano sugli alberi. Questo dimostra il vandalismo e la pericolosità dell'essere umano che addirittura vuole incolpare ingiustamente un animale così pacifico e affettuoso come il Coypu.
FIG. 4 - Nutrie insieme alle gallinelle d'acqua (giovani e adulti), ennesima prova e dimostrazione che le nutrie non arrecano nessun danno all'avifauna locale. Come si può notare sono intente a cercare cibo sul prato e tra le loro prelibatezze vi sono l'erba e il pane che le persone lasciano a loro.